sabato, 18 settembre 2021
Medinews
15 Dicembre 2009

ESITO CLINICO DEL CARCINOMA RENALE METASTATICO DOPO IMMUNO-TERAPIA COMBINATA

In pazienti giapponesi, l’associazione di IFN-alfa e IL-2 a basse dosi permette un controllo accettabile della malattia, ma altre opzioni di trattamento devono essere considerate per quelli che mostrano performance status sfavorevole o malattia metastatica alla diagnosi

L’obiettivo dello studio pubblicato nella rivista Urologic Oncology: Seminars and Original Investigations (leggi abstract originale) è stato esaminare retrospettivamente l’esito clinico della somministrazione di un’immuno-terapia combinata in 52 pazienti giapponesi con carcinoma renale metastatico dopo nefrectomia radicale. I pazienti hanno ricevuto una iniezione sottocutanea di interferone (IFN)-alfa (5-6 milioni U/die) tre volte alla settimana e una iniezione endovenosa di interleuchina (IL)-2 (1.4 milioni U/die) due volte alla settimana. La risposta tumorale è stata valutata ogni 16 settimane e, come regola, il regime settimanale è stato ripetuto 50 volte nei pazienti con evidenza di risposta oggettiva o stabilizzazione della malattia. In questa serie, la risposta completa o parziale è stata ottenuta rispettivamente in 1 e 11 pazienti, mentre gli altri 20 + 20 pazienti hanno avuto rispettivamente diagnosi di stabilizzazione e progressione della malattia. Tra i molti parametri esaminati, la presenza di metastasi alla diagnosi e i livelli di proteina C reattiva (CRP) erano significativamente associati alla risposta alla terapia combinata. Le percentuali di sopravvivenza cancro-specifica a 1, 3 e 5 anni dei 52 pazienti in esame erano 80.4%, 51.7% e 38.8%, rispettivamente. Inoltre, la sopravvivenza cancro-specifica è stata significativamente associata a performance status, presenza di metastasi alla diagnosi, metastasi d’organo e livelli di CRP in analisi univariata, ma solo performance status e presenza di metastasi alla diagnosi sembrano essere fattori predittivi indipendenti di morte cancro-specifica in analisi multivariata. La tossicità di questa terapia era in genere lieve e tollerabile, limitata al grado 1 o 2 (WHO) nella maggior parte dei pazienti. Nel complesso, i risultati dello studio suggeriscono che l’immuno-terapia combinata con IFN-alfa e IL-2 a basse dosi può ottenere esiti accettabili nei pazienti con carcinoma renale metastatico, tuttavia, altre opzioni terapeutiche dovrebbero essere considerate soprattutto nei pazienti con performance status sfavorevole e/o in quelli con malattia metastatica alla diagnosi.


Renal Cancer Newsgroup – Numero 12 – Dicembre 2009
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