mercoledì, 8 febbraio 2023
Medinews
11 Novembre 2009

EMATOLOGIA TOSCANA ORA IN RETE

Firenze, 28 ottobre – Da oggi, i centri ematologici della regione Toscana saranno collegati per permettere il censimento dei casi di leucemia mieloide cronica, la corretta applicazione delle linee guida, la standardizzazione di avanzate tecniche diagnostiche e il costante monitoraggio dei pazienti con i test molecolari e mutazionali. In fase iniziale la rete riguarderà la leucemia mieloide cronica, ma in seguito potrà servire a sviluppare un network regionale esteso anche ad altre malattie ematologiche. “Siamo tra i primi in Italia a realizzare un progetto di questo tipo – spiega Gianni Amunni, direttore operativo dell’Istituto Toscano Tumori -, una forma virtuosa di assistenza sanitaria, nata dalla fruttuosa collaborazione pubblico-privato, da una parte la Regione Toscana e l’Istituto Toscano Tumori e dall’altra Bristol-Myers Squibb. Uno dei vantaggi più evidenti della rete è rappresentato da una presenza capillare sul territorio, per assicurare livelli omogenei nell’offerta sanitaria ai cittadini”. Vengono eliminate così le differenze tra chi abita in periferia e chi invece è vicino ad un’azienda ospedaliera universitaria. “Il futuro – sottolinea il dottor Giorgio Ghignoni, Market Access Director di Bristol-Myers Squibb – sarà sempre più rivolto a trattamenti mirati per i quali la diagnostica e la ricerca più avanzata sono fondamentali. Il nostro supporto alla realizzazione del network toscano mette a fattore comune risorse e know-how. Rispondiamo così alla crescente esigenza di un uso appropriato dei farmaci a vantaggio dei pazienti e del sistema salute nel suo complesso”. “La leucemia mieloide cronica – afferma il professor Alberto Bosi, direttore della Cattedra di Ematologia dell’Università di Firenze – è una malattia complessa da gestire; è infatti importante effettuare regolarmente i test mutazionali per verificare se i pazienti sviluppino resistenze alla terapia standard e, se necessario, modificarla. Il nostro obiettivo è quello di fornire a tutta la popolazione i mezzi diagnostici più sofisticati per curare in maniera adeguata tutti i pazienti”.


SIEnews – Numero 20 – 12 novembre 2009
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