domenica, 6 dicembre 2020
Medinews
16 Ottobre 2018

Efficacy of Radium-223 in Bone-metastatic Castration-resistant Prostate Cancer with and Without Homologous Repair Gene Defects

Pathogenic mutations in genes mediating homologous recombination (HR) DNA repair are present in 20-30% of men with metastatic castrate-resistant prostate cancer (mCRPC). Radium-223 is a bone-seeking α-emitter that induces double-strand DNA breaks, thereby killing cancer cells in the bone microenvironment. To evaluate the potential impact of germline or somatic HR-deficiency (HRD) mutations on radium-223 efficacy in mCRPC with bone metastasis. This is … (leggi tutto)

Dal meccanismo d’azione del radium 223, un alfa emittente che induce un’alta frequenza di rotture della doppia elica del DNA nelle cellule tumorali, nasce l’ipotesi che tale farmaco possa essere più efficace in quel sottogruppo di pazienti che presenta mutazioni dei geni coinvolti nella riparazione del DNA. Lo studio retrospettivo monocentrico di Velho e colleghi pubblicato su European Urology è stato condotto allo scopo di definire il potenziale impatto dei deficit nel riparo del DNA germinali e somatici, sull’efficacia del radium 223 in pazienti affetti da carcinoma della prostata resistente alla castrazione (mCRPC) con metastasi ossee. Dieci dei 28 pazienti inclusi nell’analisi presentavano difetti nel riparo del DNA.
Il sottogruppo di pazienti con difetti nel riparo del DNA ha ottenuto una più spiccata riduzione dei livelli di fosfatasi alcalina (80% vs 39%), un tempo più lungo alla progressione di ALP ed un trend favorevole in termini di sopravvivenza globale (36,9 mesi vs 19,0 mesi). La risposta sierologica in termini di decremento del PSA (che tuttavia sappiamo essere inaffidabile come surrogato di risposta al trattamento con radium 223) ed il tempo all’inizio della successiva terapia sono risultati sovrapponibili nei due sottogruppi di pazienti.
Si tratta di un piccolo studio retrospettivo hypothesis-generating, i cui risultati necessitano di una validazione prospettica. Tuttavia se tali risultati venissero confermati prospetticamente, potrebbero modificare il percorso terapeutico di pazienti mCRPC con difetti di riparo del DNA.
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