giovedì, 21 ottobre 2021
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6 Ottobre 2015

EFFICACIA RELATIVA DI LETROZOLO RISPETTO A TAMOXIFENE IN PAZIENTI CON CARCINOMA LOBULARE NELLO STUDIO BIG 1-98

È stata effettuata un valutazione dell’efficacia della terapia ormonale in fase adiuvante con letrozolo versus tamoxifene in pazienti con diagnosi di carcinoma invasivo duttale o lobulare, analizzando i dati delle pazienti arruolate nello studio clinico del Breast International Group (BIG 1-98) coordinato dall’International Breast Cancer Study Group. Sono state sottoposte a revisione patologica centralizzata 2923 pazienti con diagnosi di carcinoma invasivo duttale (IDC) e carcinoma invasivo lobulare classico (ILC) in stadio iniziale. I carcinomi duttali e lobulari invasivi HER2-negativi sono stati ulteriormente classificati come ormono-responsivi ad alta (luminal B [LB]-like) o bassa (luminal A [LA]-like) attività proliferativa mediante valutazione dell’espressione di Ki-67. Il follow-up mediano era di 8.1 anni. Nel gruppo di pazienti con carcinoma lobulare invasivo è stata osservata una riduzione del 66% delle recidive con letrozolo per il sottotipo LB (hazard ratio [HR] 0.34, IC 95%: 0.21 – 0.55) e una riduzione del 50% per il sottotipo LA (HR 0.50, IC 95%: 0.32 – 0.78). Nel gruppo di pazienti con carcinoma duttale invasivo è stata osservata una riduzione del 35% delle recidive con letrozolo per il sottotipo LB (HR 0.65, IC 95%: 0.53 – 0.79), ma non è stata registrata alcuna differenza tra i 2 trattamenti nel sottotipo LA (HR 0.95, IC 95%: 0.76 – 1.20). L’analisi multivariata ha mostrato correlazioni significative tra trattamento e istologia (ILC o IDC, p = 0.006) e tra trattamento e sottogruppo di tumore (LB- o LA-like, p = 0.01). In particolare, la riduzione del rischio di recidiva nelle pazienti trattate con letrozolo è stata significativamente maggiore nel sottogruppo con neoplasia lobulare se confrontata con la riduzione del rischio osservata nelle neoplasie duttali. In conclusione, i risultati di questa analisi retrospettiva, condotta all’interno dello studio BIG 1-98 e pubblicata sulla rivista Journal of Clinical Oncology (leggi abstract), dimostrano che il beneficio per la terapia adiuvante con letrozolo è maggiore per le pazienti con diagnosi di carcinoma lobulare rispetto alle pazienti con neoplasia duttale infiltrante.
“I risultati di questo studio – ha commentato il dott. Marco Angelo Colleoni, co-autore dello studio e Direttore della Divisione di Senologia Medica, IEO Istituto Europeo di Oncologia di Milano, – evidenziano come la neoplasia lobulare invasiva, che rappresenta circa il 10% delle neoplasie mammarie, abbia delle caratteristiche clinico-patologiche ed una responsività ai trattamenti endocrini specifici. Ad oggi, nella pratica clinica, la scelta di un trattamento ormonale con inibitori dell’aromatasi rispetto al tamoxifene è basato sulla valutazione del rischio di recidiva, sulla biologia tumorale, ma anche in accordo alle comorbidità, al profilo di tossicità e alle preferenze della paziente. I risultati di questo studio – conclude il dott. Colleoni, – in particolare se confermati da ulteriori analisi retrospettive, supportano la scelta di un inibitore dell’aromatasi anche in accordo al sottotipo istologico. Infatti, pur con i limiti di un’analisi retrospettiva, il trattamento con letrozolo nella neoplasia lobulare è da considerare una ragionevole opzione terapeutica”.
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