Medinews
20 Giugno 2014

EFFICACIA E SICUREZZA DELL’ANTICORPO MONOCLONALE ANTI-PD-1 MK-3475 IN 411 PAZIENTI CON MELANOMA


L’anticorpo monoclonale umanizzato IgG4 anti-PD-1, MK-3475, ha mostrato attività anti-tumorale duratura nel melanoma e nel tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC). Ricercatori statunitensi, australiani e canadesi, in collaborazione con colleghi francesi, hanno valutato l’efficacia e la sicurezza di MK-3475 in un’analisi cumulativa di 411 pazienti con melanoma avanzato, non operabile (PS ECOG 0 – 1, senza metastasi cerebrali attive o non trattate), inclusi in coorti non randomizzate di pazienti naïve e trattati con ipilimumab (progressione entro 6 mesi dall’inizio della terapia, ≤ 3 precedenti terapie sistemiche, inibitore BRAF non richiesto), ai quali è stato somministrato MK-3475 al dosaggio di 10 mg/kg ogni 2 settimane, 10 mg/kg ogni 3 settimane oppure 2 mg/kg ogni 3 settimane e in coorti randomizzate di pazienti naïve o refrattari a ipilimumab (progressione entro 24 settimane dall’ultima dose, ≥ 2 dosaggi richiesti, nessun limite alla precedenti terapie sistemiche, inibitore BRAF richiesto nei refrattari), trattati con MK-3475 al dosaggio di 2 mg/kg ogni 3 settimane vs 10 mg/kg ogni 3 settimane. Le risposte sono state valutate ogni 12 settimane con i criteri RECIST 1.1, attraverso revisione centrale indipendente, e con criteri di risposta immuno-correlata, da parte del ricercatore. Nello studio, presentato al 50° Congresso Annuale dell’ASCO 2014 di Chicago, 162 pazienti sono stati trattati con MK-3475 al dosaggio di 2 mg/kg ogni 3 settimane, 192 con MK-3475 10 mg/kg ogni 3 settimane e 57 con l’anti-PD-1 al dosaggio di 10 mg/kg ogni 2 settimane; 190 pazienti erano naïve a ipilimumab e 221 erano stati trattati con ipilimumab. Alla data di cut-off (18 ottobre 2013), tutti i pazienti avevano maturato ≥ 6 mesi di follow-up e > 75% aveva ≥ 9 mesi di follow-up. Tra i 365 pazienti con malattia misurabile al basale, il tasso di risposta globale (ORR), misurato con criteri RECIST, era pari al 40% (IC 95%: 32 – 48) nei pazienti naïve a ipilimumab e al 28% (IC 95%: 22 – 35) in quelli già trattati con ipilimumab. Le risposte erano durature (88% attive al momento dell’analisi). La sopravvivenza libera da progressione (PFS) mediana, misurata con i criteri RECIST, era di 24 settimane nei pazienti naïve e di 23 settimane in quelli già trattati con ipilimumab. La sopravvivenza globale (OS) mediana non è stata raggiunta e il tasso di OS a un anno era pari al 71% nei pazienti totali. Il beneficio è stato osservato sia in termini di criteri RECIST che di risposta immuno-correlata con tutte le dosi e schedule utilizzate nei pazienti sia naïve che trattati precedentemente con ipilimumab. MK-3475 ha mostrato attività in tutti i sottogruppi maggiori, indipendentemente da performance status ECOG, livelli di LDH, mutazione BRAF, stadio M e numero e tipo di terapia precedentemente utilizzata. Globalmente, il 12% dei pazienti ha manifestato eventi avversi di grado 3 – 4 correlati al farmaco e il 4% ha dovuto interrompere la terapia per eventi avversi correlati a MK-3475; nessun decesso è stato correlato al farmaco. In conclusione, MK-3475 ha mostrato risposte durature e un profilo di sicurezza maneggevole a tutte le dosi e schedule utilizzate nei pazienti con melanoma, sia naïve che già trattati con ipilimumab. L’efficacia e la sicurezza osservate suggeriscono dunque che MK-3475 possa essere un’opzione di trattamento appropriata per i pazienti con melanoma avanzato.

Efficacy and safety of the anti-PD-1 monoclonal antibody MK-3475 in 411 patients (pts) with melanoma (MEL). Journal of Clinical Oncology 2014;32:5s (suppl; abstr LBA9000^)
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