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27 Maggio 2010

EFFICACIA E SICUREZZA DELLA CHIRURGIA NEPHRON-SPARING

La nefrectomia parziale è efficace e sicura; molto più diffusa rispetto alla resezione radicale richiede una maggiore esperienza chirurgica per la tecnica laparoscopica e robotica

Revisione curata da Van Poppel dell’ospedale universitario di Lovanio in Belgio e pubblicata nella rivista International Journal of Urology (leggi abstract originale). Raccoglie i dati oncologici, complicanze e funzione renale dopo intervento di nefrectomia parziale (NP) e analizza le attuali evidenze di efficacia e sicurezza della chirurgia ‘nephron-sparing’, che comprende la procedura in campo aperto (NPO), la tecnica laparoscopica (NPL) e quella robotica, più utilizzate nel trattamento del carcinoma renale localizzato. La NP permette un controllo del tumore paragonabile alla nefrectomia radicale (NR), ma ha manifestato la sua superiorità in termini di preservazione della funzione renale e di prevenzione della malattia renale cronica. La NPO rimane l’opzione elettiva di trattamento per i tumori renali in stadio T1 nei centri che non hanno ampia esperienza di tecniche laparoscopiche. Le indicazioni per la NPL sono aumentate a tal punto che è ora disponibile per la maggior parte dei tumori renali quando eseguita, dopo accurata selezione dei pazienti, da chirurghi specializzati ed esperti. L’ischemia calda non dovrebbe superare i 20 minuti, intervallo di tempo massimo oggi raccomandato indipendentemente dall’approccio chirurgico. In mani esperte, la NPL utilizzata per il trattamento dei tumori renali pT1 ha un’efficacia intermedia in campo oncologico ed esiti sulla funzione renale comparabili alla procedura in campo aperto. Le percentuali di margine chirurgico positivo sono paragonabili nelle due tecniche, NPL e NPO. In serie contemporanee, la morbilità da NPL si è ridotta fino ad arrivare a livelli simili alla NPO. E i risultati preliminari con la NP robotica sono comparabili a quelli ottenuti con la NPL. L’autore suggerisce l’attivazione di nuovi studi per convalidare i risultati e valutarli rispetto ad altre metodiche in uso, come ad esempio la termoablazione, e conclude affermando che la chirurgia ‘nephron-sparing’ è efficace e sicura per il trattamento del carcinoma renale localizzato e rappresenta il gold standard di riferimento per le nuove tecniche di ablazione.


Renal Cancer Newsgroup – Numero 5 – Maggio 2010
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