mercoledì, 28 settembre 2022
Medinews
17 Novembre 2015

EFFETTO DELL’ATTIVITÀ FISICA SUGLI ORMONI SESSUALI NELLE DONNE: REVISIONE SISTEMATICA E META-ANALISI DI STUDI RANDOMIZZATI CONTROLLATI

L’esposizione ad alti livelli di estrogeni endogeni è il principale fattore di rischio di tumore mammario nelle donne e, in studi osservazionali, è stata registrata una relazione inversamente proporzionale con l’attività fisica. L’obiettivo di questo studio era determinare l’effetto di interventi sull’attività fisica sui livelli degli ormoni sessuali in donne sane. I ricercatori canadesi del Centre de recherche du CHU de Québec-Université Laval, St. Sacrement Hospital, hanno condotto una ricerca sui database elettronici di MEDLINE, EMBASE e CENTRAL, dalla loro apertura a dicembre 2014, e su bibliografie di revisioni importanti e studi clinici, senza restrizione di lingua. Nell’analisi, sono stati inclusi studi randomizzati controllati (RCT) che hanno confrontato interventi di ogni tipo di esercizio fisico vs nessuno vs altro intervento e valutato l’effetto su estrogeni, androgeni o globulina legante l’ormone sessuale (SHBG) in donne non affette da tumori. Gli autori dello studio pubblicato sulla rivista Breast Cancer Research (leggi testo) hanno seguito il metodo descritto nel Cochrane Handbook for Systematic Reviews of Interventions; i dati relativi alla popolazione, a interventi ed ‘outcome’ sono stati estratti e combinati usando il metodo della varianza inversa e un modello a effetti casuali. È stato redatto un protocollo prestabilito, nel quale l’outcome primario era la differenza delle concentrazioni circolanti di estradiolo tra attività fisica (sperimentale) e i gruppi di controllo dopo intervento. Analisi di sottogruppo pre-specificate e analisi di sensibilità sono state condotte in relazione al rischio di bias. I risultati indicano che i dati utilizzabili per la sintesi quantitativa erano disponibili da 18 RCT (1994 partecipanti) per estradiolo totale e da 5 RCT (1245 partecipanti) per estradiolo libero. L’effetto globale dell’attività fisica era una riduzione statisticamente significativa sia di estradiolo totale (differenza media standardizzata [SMD] -0.12, intervallo di confidenza [IC] 95%: da -0.20 a -0.03; p = 0.01; I2 = 0%) che di estradiolo libero (SMD -0.20, IC 95%: da -0.31 a -0.09; p = 0.0005; I2 = 0%). Le analisi di sottogruppo suggeriscono che questo effetto sia indipendente dallo stato menopausale e sia più evidente nelle donne non obese e con un esercizio fisico di alta intensità. La meta-analisi degli ‘outcome’ secondari ha evidenziato che l’attività fisica induce un declino statisticamente significativo di testosterone libero, androstenedione, deidroepiandrosterone solfato e dei marcatori di adiposità, mentre è stato osservato un significativo aumento di SHBG. In conclusione, sebbene l’effetto sia relativamente modesto, l’attività fisica induce una diminuzione degli ormoni sessuali circolanti e questo risultato non è interamente spiegato dalla perdita di peso. I dati di questo studio enfatizzano quindi i benefici dell’attività fisica nelle donne.
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