Medinews
26 Maggio 2015

EFFETTI A LUNGO TERMINE DI BUDESONIDE PER VIA INALATORIA SUI NODULI POLMONARI RILEVATI DURANTE SCREENING PER IL TUMORE DEL POLMONE

Uno studio randomizzato di fase IIb, controllato vs placebo (‘nested’), che prevedeva la somministrazione di budesonide per via inalatoria per un anno, nell’ambito di uno studio di screening per il tumore del polmone, ha mostrato che i noduli polmonari non-solidi o parzialmente solidi rilevati con tomografia computerizzata a bassa dose (LDCT) e non sospetti, almeno nell’immediato, per tumore del polmone tendevano a regredire. Poiché alcuni di questi noduli possono essere precursori di adenocarcinoma a crescita lenta, ricercatori italiani (Istituto Europeo di Oncologia e Università di Milano, Ospedali di Galliera, Genova) e statunitensi hanno valutato gli ‘outcome’ a lungo termine (dopo aver concluso la somministrazione di un anno) con LDCT annuale. Nello studio pubblicato sulla rivista Annals of Oncology (leggi abstract), gli autori hanno analizzato l’evoluzione dei noduli target e non-target, in osservazione, rilevati con LDCT nel braccio trattato con budesonide e in quello con placebo fino a 5 anni dopo la randomizzazione. Sono stati anche analizzati il numero e le caratteristiche dei tumori polmonari diagnosticati durante il follow-up. I risultati indicano un diametro medio massimo dei noduli non-solidi significativamente ridotto (da un valore basale di 5.03 mm a 2.61 mm dopo 5 anni) nel braccio trattato con budesonide, rispetto a nessuna differenza significativa nella dimensione dei noduli nel braccio con placebo. Anche il diametro medio delle lesioni parzialmente solide è diminuito significativamente, ma soltanto di 0.69 mm. Le dimensioni dei noduli solidi, invece, non sono variate; né il numero di nuove lesioni, né quello di tumori polmonari erano diversi nei due bracci. In conclusione, la somministrazione di budesonide per via inalatoria per un anno ha significativamente ridotto la dimensione dei noduli non-solidi, rilevati allo screening con LDCT, dopo 5 anni. Questo risultato è di fondamentale importanza dal momento che alcuni di questi noduli possono progredire lentamente ad adenocarcinoma, tuttavia, ulteriori studi sono necessari per valutare le implicazioni cliniche.
“Abbiamo deciso – afferma la dottoressa Giulia Veronesi, primo autore dello studio e responsabile di Chirurgia Robotica, Humanitas Cancer Center di Rozzano – di innestare uno studio di farmacoprevenzione all’interno di un programma di screening con TC torace a basso dosaggio quando abbiamo avviato il programma monometrico COSMOS (Continuous Observation of Smoking Subjects) nel 2005 coinvolgente più di 5000 soggetti ad alto rischio per esposizione al fumo. In realtà l’idea iniziale era uno studio di fase III per valutare la riduzione del numero dei tumori in un’ampia casistica di soggetti a rischio seguiti per un lungo tempo di osservazione con TC annuali del torace, tuttavia non erano disponibili al momento sostanze o farmaci con comprovata efficacia nel tumore polmonare per proporre uno studio di tale ampiezza. Così abbiamo optato per un trattamento con budesonide per via locale inalatoria in uno studio di fase II a doppio cieco con un endpoint intermedio, quello della dimensione dei noduli polmonari indeterminati riscontrati alla TC di screening. Lo studio è stato sponsorizzato grazie a un grant del National Cancer Institute (NCI) tramite il consorzio di farmacoprevenzione dell’MD Anderson Cancer Center di Houston”.
“Per la prima volta – chiarisce la dott.ssa Veronesi – uno studio di farmacoprevenzione aveva come endpoint primario l’efficacia del trattamento sui noduli periferici invece che sulla displasia dell’epitelio delle vie aeree centrali. Il trattamento somministrato per un anno, due volte al giorno, ha avuto pochissimi effetti indesiderati e minori, è stato ben tollerato e la compliance è stata molto alta. Tuttavia la rivalutazione a un anno non aveva permesso di vedere una differenza significativa tra il gruppo di trattamento e il placebo in termini di dimensioni medie dei noduli. La valutazione dei sottogruppi aveva permesso però di verificare un trend di attività del farmaco nel sottogruppo dei noduli non solidi (Veronesi et al. Cancer Prevention Research, 2011). L’NCI ha deciso pertanto di sponsorizzare anche il follow-up per 5 anni dei soggetti con i noduli polmonari, con i risultati positivi di questo studio pubblicati su Annals of Oncology. Il trattamento durato un anno sembra aver prodotto un rallentamento a lungo termine della crescita delle lesioni non solide”.
“Lo studio ci ha insegnato diverse cose – conclude la dott.ssa Veronesi -. Primo, che la popolazione target ideale per questi studi di farmacoprevenzione innestati nello screening con TC torace è quella dei soggetti con piccole lesioni subsolide o non solide, perché portatori di lesioni potenzialmente precancerose; inoltre abbiamo capito che i criteri RECIST non sono adeguati in studi di farmacoprevenzione come questi, ma meglio sarebbe eseguire una analisi per lesione. Terzo punto, lo studio ha confermato un ruolo dei farmaci antinfiammatori nella farmacoprevenzione dei tumori polmonari. Abbiamo pertanto avviato da poco un secondo studio, anch’esso con grant NCI, di fase II, a doppio cieco, con un altro antinfiammatorio, questa volta l’Aspirina a bassa dose (100 mg/die), per via orale, in una seconda popolazione di soggetti con noduli subsolidi reclutati nell’ambito dello studio Cosmo 2. I risultati saranno disponibili tra circa 2 anni”.
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