domenica, 16 giugno 2024
Medinews
2 Dicembre 2016

Effect of Tailored Dose-Dense Chemotherapy vs Standard 3-Weekly Adjuvant Chemotherapy on Recurrence-Free Survival Among Women With High-Risk Early Breast Cancer A Randomized Clinical Trial

Standard dosing of chemotherapy based on body surface area results in marked interpatient variation in pharmacokinetics, toxic effects, and efficacy. Whether tailored dosing can improve outcomes is unknown, as is the role of dose-dense adjuvant chemotherapy. To determine whether tailored dose-dense adjuvant chemotherapy improves the outcomes of early breast cancer compared with a standard 3-weekly chemotherapy schedule. A randomized, open-label, phase 3 trial of women aged 65 years and younger who had surgery for nonmetastatic node-positive or high-risk node-negative breast … (leggi tutto)

L’ottimizzazione dei trattamenti adiuvanti ha contribuito in modo importante alla riduzione della mortalità per carcinoma mammario osservata nelle ultime decadi. Lo studio recentemente pubblicato su JAMA aveva lo scopo di valutare se una diversa modalità di somministrazione di un regime chemioterapico contenente antracicline e taxani in termini di intensità e personalizzazione di dose potesse migliorare l’outcome delle pazienti rispetto al regime standard. Sono state arruolate 2.017 pazienti randomizzate a ricevere Epirubicina-Ciclofosfamide x 4 –mep-temp-closing-comment-tag-> Docetaxel x 4 dose-dense (q2w) con dose adattata o FE100C x 3 –mep-temp-closing-comment-tag-> Docetaxel 100 x 3 q3w. Nel braccio sperimentale la dose di partenza era 90 mg/mq per epirubicina, 600 mg/mq per ciclofosfamide, 75 mg/mq per docetaxel e veniva incrementata, mantenuta o ridotta ai cicli successivi in base al valore di nadir della conta di leucociti e piastrine valutata a timepoint predefiniti secondo criteri stabiliti dal protocollo. Nel bracco di controllo la dose veniva modificata in caso di infezioni severe, mielosoppressione prolungata, o tossicità epatica severa. Complessivamente, la dose cumulativa somministrata per ogni chemioterapico è risultata maggiore nel braccio sperimentale. Lo studio non ha raggiunto l’obiettivo primario in quanto il trattamento dose-dense adattato non ha prolungato in modo significativo la sopravvivenza libera da recidiva di carcinoma mammario (BCRFS 0,79; IC 95%: 0,61-1,01; log-rank p = 0,06). Un vantaggio significativo è stato osservato in termini di ‘event-free survival’ (endpoint secondario; 0,79; IC 95%: 0,63-0,99; p = 0,04). Il maggiore limite dello studio è l’impossibilità di distinguere, nel braccio sperimentale, il contributo, rispettivamente, della somministrazione dose-dense e dell’adattamento di dose. Inoltre, tossicità ematologiche e non ematologiche di Grado 3-4 sono risultate più frequenti nel braccio sperimentale, dato che si riflette in un significativo peggioramento della qualità di vita rispetto al trattamento standard.
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