sabato, 5 dicembre 2020
Medinews
26 Novembre 2018

Effect of Pregabalin on Radiotherapy-Related Neuropathic Pain in Patients With Head and Neck Cancer: A Randomized Controlled Trial

Neuropathic pain is an unavoidable treatment-related adverse event among patients with head and neck cancer who are undergoing radiotherapy. We aimed to test the efficacy and safety of pregabalin versus placebo in the treatment of radiotherapy-related neuropathic pain. This randomized, double-blind, placebo-controlled trial was conducted in four centers in China. Eligible patients with a mean pain intensity score of 4 or more on an 11-point numeric rating … (leggi tutto)

Il dolore neuropatico è un effetto collaterale comune e clinicamente rilevante nei pazienti sottoposti a radioterapia per una neoplasia del distretto cervico-facciale, con ovvie ripercussioni sulla qualità di vita.
Lo studio randomizzato pubblicato dal Journal of Clinical Oncology, condotto in Cina, ha testato l’efficacia del pregabalin, confrontandolo con il placebo, nel trattamento di tale dolore, in pazienti selezionati per avere un dolore pari ad almeno 4 punti sulla scala numerica, dopo il trattamento radioterapico. Complessivamente lo studio ha randomizzato 128 pazienti, documentando una riduzione del dolore dopo 16 settimane significativamente maggiore con il pregabalin rispetto al placebo, sia in termini di differenza media nella riduzione del dolore sia in termini di percentuale di pazienti che avessero ottenuto una riduzione significativa (pari ad almeno il 30% o il 50%) rispetto al dolore basale. I patient-reported outcomes hanno documentato un impatto significativo sulla qualità di vita, senza un eccesso di effetti collaterali.
Gli autori, nel sottolineare che il loro risultato ha il pregio di produrre la prima evidenza randomizzata di efficacia del pregabalin in questo setting, evidenziano alcuni limiti del lavoro, tra cui la numerosità limitata, l’elevata percentuale di casi con carcinoma del rinofaringe (coerente con la sede geografica in cui lo studio è stato condotto) e la necessità di acquisire anche dati di follow-up più lungo. Pur con questi limiti, lo studio merita una segnalazione come tutti gli sforzi di produrre evidenza di buona qualità nel campo dei trattamenti di supporto.
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