giovedì, 25 febbraio 2021
Medinews
16 Dicembre 2014

DOCETAXEL, GEMCITABINA E BEVACIZUMAB COME CHEMIOTERAPIA DI SALVATAGGIO NEL TUMORE MAMMARIO HER2-NEGATIVO METASTATICO

Per esaminare l’attività e la sicurezza della combinazione di docetaxel, gemcitabina e bevacizumab, somministrata ogni due settimane in pazienti precedentemente trattate con tumore mammario HER2-negativo metastatico, ricercatori afferenti all’Hellenic Oncology Research Group (HORG) hanno trattato con docetaxel (50 mg/m2), gemcitabina (1500 mg/m2) e bevacizumab (10 mg/kg), ogni due settimane, donne con tumore mammario metastatico HER2-negativo che avevano mostrato progressione della malattia dopo almeno una prima linea di chemioterapia. Bevacizumab è stato continuato fino a progressione della malattia. Nello studio pubblicato sulla rivista Cancer Chemoterapy and Pharmacology sono state arruolate 48 pazienti, con età mediana di 61 anni; il 95,8% aveva performance status compreso tra 0 e 1; l’83,3% aveva tumore con recettori ormonali positivi e il 47,9% aveva ricevuto una precedente linea di chemioterapia. Tutte le pazienti erano valutabili in termini di tossicità e 45 per la risposta. Una risposta parziale è stata osservata in 20 pazienti (PR 44,4%; intervallo di confidenza [IC] 95%: 29,9 – 59,0) e la stabilizzazione della malattia in 15 (33,3%). La sopravvivenza mediana libera da progressione è risultata pari a 7,1 mesi (IC 95%: 4,7 – 9,5) e la sopravvivenza globale mediana era 21,1 mesi (IC 95%: 10,3 – 31,9). Neutropenia di grado 3 – 4 si è manifestata in 19 pazienti (39,6%) e neutropenia febbrile in 2 (4,2%). Gli eventi avversi non ematologici di grado 2 – 3 più comuni erano nausea (10,4%), diarrea (10,5%), neurotossicità (12,5%) e fatigue (31,3%), mentre emorragia e ipertensione di grado 2 si sono manifestati rispettivamente nel 6,3 e 10,4% delle pazienti. Non sono state osservate tossicità non ematologiche di grado 4 o decessi per tossicità. In conclusione, la combinazione di docetaxel, gemcitabina e bevacizumab mostra una promettente attività clinica e una tossicità maneggevole come chemioterapia di salvataggio nelle pazienti con tumore mammario HER2-negativo metastatico.
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