mercoledì, 8 febbraio 2023
Medinews
22 Giugno 2010

DIMAGRENDO IL PEPTIDE NATRIURETICO SEGNALA UN MINORE RISCHIO CV

Non sempre un aumento dei livelli ematici del peptide natriuretico di tipo B (BNP) indica un peggioramento di una malattia cardiaca o ha un valore prognostico negativo. Al contrario, se si registra un incremento di BNP in pazienti che hanno perso peso in seguito a modificazioni dello stile di vita, si possono prevedere e osservare vantaggi clinici. È questo, in sintesi, il messaggio di uno studio condotto da un’équipe dell’università della California a San Francisco, Usa. Sono stati selezionati 131 pazienti, 56 con malattia coronarica e 75 ad alto rischio, con tre o più fattori di rischio per malattie cardiovascolari e/o diabete mellito, ed è stato effettuato un intervento sugli stili di vita consistente in riduzione dell’apporto di grassi, alimentazione con cibi integrali, esercizio fisico, gestione dello stress e supporto sociale. Al terzo mese il valore medio dell’indice di massa corporea (BMI) era diminuito (da 34,4 a 31,7 kg/m2), quello del BNP era aumentato (in media da 18 a 28 pg/ml), mentre risultavano ridotti i livelli di lipoproteina a bassa densità, proteina C-reattiva e apolipoproteina B, la frequenza e la gravità dell’angina. Inoltre, mentre le limitazioni fisiche delle persone erano divenute minori, il loro funzionamento fisico era migliorato. Più calava il BMI, più aumentava il BNP e questa correlazione è rimasta significativa dopo gli aggiustamenti per età, genere, malattie cardiovascolari, diabete, percentuale di modificazione nell’indice dello stile di vita e uso di beta-bloccanti. La proposta di utilizzare il BNP per monitorare la progressione della malattia cardiaca, concludono gli autori, dovrebbe tenere conto dei cambi del BMI.

Doctornews – Am J Cardiol
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