domenica, 29 novembre 2020
Medinews
18 Giugno 2009

DASATINIB DOPO COMPARSA DI RESISTENZA CITOGENETICA ED EMATOLOGICA A IMATINIB IN PAZIENTI CON LMC

La prognosi migliora quando il farmaco è somministrato precocemente dopo la comparsa di resistenza ad imatinib

Sebbene molti pazienti con leucemia mieloide cronica (LMC) rispondano alla terapia con imatinib, questa può perdere efficacia in buona parte di essi. La perdita della risposta ad imatinib è spesso causata dalla comparsa di mutazioni BCR-ABL. L’uso di dasatinib induce elevate percentuali di risposte prolungate, nei pazienti con LMC in fase cronica, dopo fallimento della terapia con imatinib. Al fine di determinare il momento ottimale per iniziare la terapia con dasatinib, dopo perdita della risposta ad imatinib, sono stati analizzati i dati dei trial clinici che hanno impiegato dasatinib per il trattamento della LMC in fase cronica. I pazienti sono stati suddivisi, in base al momento di inizio della terapia con dasatinib, dopo recidiva citogenetica durante imatinib o dopo recidiva citogenetica ed ematologica durante imatinib. Lo studio pubblicato nella rivista Cancer (leggi abstract originale) dimostra che il 72% dei pazienti in terapia con dasatinib, dopo perdita di risposta citogenetica maggiore (RCitM) durante imatinib, ha ottenuto una risposta citogenetica completa (RCitC), rispetto al 42% dei pazienti trattati dopo perdita sia di RCitM che di risposta ematologica completa (REC). La sopravvivenza libera da eventi (SSE) era superiore per coloro che iniziavano precocemente la terapia con dasatinib (percentuali di SSE a 24 mesi: 89% dopo perdita di sola RCitM con imatinib vs 29% dopo perdita di RCitM e REC). Tra i pazienti trattati dopo perdita di REC con imatinib senza precedente RCitM, il 26% ha ottenuto una RCitC con dasatinib, con una SSE a 24 mesi del 64%. Nei tre gruppi di pazienti, le percentuali di RCitC erano simili in presenza o assenza di preesistenti mutazioni BCR-ABL.


SIEnews – Numero 12 – 25 giugno 2009
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