Medinews
29 Agosto 2014

CRISI, SPESA SANITARIA CROLLATA NEI PAESI OCSE FINO A -25%

La prima ondata di crisi economica, nel 2008-2009, ha tagliato la spesa sanitaria dei Paesi OCSE con picchi fino al -25%, colpendo, in particolare, il settore farmaceutico. Dal 2010, tuttavia la spesa sanitaria ha ricominciato una lenta risalita, che rimane però debole. E’ quanto emerge dall’OECD Health Statistics 2014, il database dell’OCSE. La situazione peggiore si è registrata in Grecia, dove, tra il 2009 e il 2012, si è assistito addirittura a un calo di un quarto della spesa sanitaria, riflesso di una più generale caduta della spesa pubblica nazionale. In generale, a rimetterci è stata soprattutto la farmaceutica. Dal 2009, quasi due terzi dei paesi Ocse hanno sperimentato cadute della spesa farmaceutica, con numeri significativi: -12% la Grecia, -6% il Portogallo e la Danimarca, -4% l’Italia, -3% Spagna e Irlanda. Una tendenza rafforzata anche dalla quota crescente di mercato coperta dai farmaci generici, cresciuta, tra il 2008 e il 2012, del 20%. Nel nostro Paese la spesa farmaceutica è diminuita ogni anno dal 2009, con una riduzione di oltre il 6% in termini reali nel 2012. Tra il 2008 e il 2012, la spesa per i farmaci è scesa del 14% in termini reali. “La riduzione di spesa – sottolinea l’OCSE – è probabilmente dovuta, in parte, al contenimento dei tetti di spesa a livello regionale. Altre possibili cause sono la riduzione dei margini per grossisti e farmacie e il taglio dei prezzi dei farmaci generici sulla base di un sistema di prezzi di riferimento. La quota di mercato dei farmaci generici in Italia è aumentata negli ultimi anni (dal 6% del 2008 al 9% nel 2012), ma rimane molto inferiore a quelle osservate in altri paesi OCSE”.
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