domenica, 3 luglio 2022
Medinews
20 Luglio 2011

CONSISTENZA DEL TROMBO VENOSO TUMORALE E SOPRAVVIVENZA CANCRO-SPECIFICA IN PAZIENTI CON CARCINOMA RENALE

La friabilità sarebbe fattore predittivo indipendente di più breve sopravvivenza, rispetto al trombo solido, e potrebbe essere utilizzata in futuro per la stratificazione del rischio

Secondo i ricercatori dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano la consistenza del trombo venoso tumorale (VTT) nei pazienti con carcinoma renale non è mai stato studiato. Per analizzarne l’effetto sulla sopravvivenza cancro-specifica (CSS) gli autori dello studio pubblicato sulla rivista European Urology (leggi abstract originale) hanno analizzato retrospettivamente 174 pazienti consecutivi con carcinoma renale e VTT della vena renale o cava inferiore (IVC) che erano stati sottoposti a trattamento chirurgico di nefrectomia radicale e trombectomia tra il 1989 e il 2007 presso il dipartimento di Urologia. I campioni patologici sono stati rivisti da un uro-patologo, che ha valutato non solo le tradizionali caratteristiche patologiche, ma anche l’aspetto morfologico del trombo tumorale per distinguere tra solido e friabile. Il ruolo prognostico della consistenza del trombo (solido vs friabile) sulla CSS è stato valutato con modelli di regressione di Cox. Il VTT era risultato solido in 107 pazienti (61.5%) e friabile in 67 (38.5%). La presenza di un VTT friabile aumentava il rischio di metastasi nodali sincrone o distanti, di più alto grado tumorale, di più alto stadio patologico e di simultanea invasione del grasso perinefritico (tutti p < 0.05). Il follow-up mediano è stato di 24 mesi. La CSS mediana è stata di 33 mesi, ma era di 8 nei pazienti con VTT friabile e di 55 in quelli con VTT solido (p < 0.001). In analisi multivariata, la presenza di VTT friabile è stata identificata quale fattore predittivo indipendente di CSS (p = 0.02). Secondo i ricercatori, la potenza delle conclusioni può essere stata in parte limitata dalla relativamente piccola popolazione presa in esame e dalla natura retrospettiva dello studio. Se i risultati saranno confermati in ulteriori studi, la consistenza del trombo tumorale dovrebbe essere introdotta negli esami patologici di routine per favorire una migliore stratificazione del rischio dei pazienti.


Renal Cancer Newsgroup – Numero 7 – Luglio 2011
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