Medinews
15 Settembre 2015

CONSENSUS CONFERENCE AIOM “DALLA PRATICA DEL FOLLOW UP ALLA CULTURA DI SURVIVORSHIP CARE”

Firmato venerdì’ scorso a Roma un patto fra oncologi, medici di famiglia e pazienti per la realizzazione di un nuovo modello di cura del follow up. Attualmente i costi reali delle visite di controllo in oncologia sono pari a 400 milioni di euro ogni anno. Superano di 10 volte quelli attesi. La causa è da ricercare nella prescrizione di troppi esami inutili o inappropriati e nella scarsa comunicazione fra oncologo e medico di famiglia. Nel nuovo modello è previsto il passaggio dall’ospedale al territorio, con la possibilità che i pazienti tornino dall’oncologo nel caso vi sia il sospetto di recidiva. In questo modo potrà essere ottimizzata l’assistenza e diminuiranno i tassi di ospedalizzazione. Sarà così risparmiato almeno il 30% delle risorse, da investire in terapie innovative. La nuova intesa è stata siglata la scorsa settimana nel corso della Consensus Conference Dalla pratica del follow up alla cultura di survivorship care, organizzata dall’AIOM. “Il follow up oncologico – ha spiegato Carmine Pinto Presidente nazionale AIOM -, non ha solo il significato di anticipare la diagnosi di un’eventuale recidiva. Deve riguardare tutte le condizioni che influiscono sulla qualità di vita della persona. Finora si è posto l’accento solo sul primo aspetto e non sono stati considerati gli ulteriori bisogni di chi affronta il cancro. Soprattutto non sono stati messi in atto percorsi virtuosi. L’insieme di queste funzioni viene riconosciuto come survivorship care. Solo in questo modo potremo realizzare una più completa gestione delle problematiche di salute, grazie all’alleanza con i medici di famiglia. Nel nuovo modello infatti è previsto che lo specialista formuli un programma di follow up, come già avviene nei Survivorship Care Plan raccomandati dall’ASCO”. “I costi molto alti delle visite di controllo – ha continuato Gianmauro Numico, Direttore dell’Oncologia all’Ospedale di Alessandria e presidente della Consensus Conference insieme al prof. Pinto – sono dovuti anche a una diffusa tendenza alla ipermedicalizzazione dei pazienti. Va certamente scoraggiato l’utilizzo di procedure non suffragate da evidenza e non suggerite dalle linee guida”. “L’ottimizzazione del follow up porta ad una riduzione della spesa sanitaria – ha affermato Elvio Russi, Presidente dell’AIRO – utilizzando criteri di appropriatezza e non subendo il solito ed ingiusto ‘taglio lineare’. Mi auguro che la razionalizzazione della spesa possa consentire investimenti nell’informatizzazione del fascicolo sanitario dei pazienti con grande beneficio per la sanità italiana”. “I medici di famiglia – ha concluso Claudio Cricelli Presidente SIMG – potranno svolgere un ruolo fondamentale nel gestire i pazienti cronicizzati o guariti con rischio molto basso di ricaduta e con scarse problematiche cliniche. E il programma di follow up stilato dallo specialista è uno strumento fondamentale per migliorare il dialogo fra ospedale e territorio”.
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