venerdì, 3 febbraio 2023
Medinews
16 Dicembre 2009

COMORBILITÀ E SOPRAVVIVENZA DEI PAZIENTI CON SMD DI NUOVA DIAGNOSI

I pazienti con scompenso cardiaco o bronchite ostruttiva cronica hanno sopravvivenza più breve dei pazienti senza altre patologie, il diabete non influenza la sopravvivenza

Le comorbilità sono state raramente studiate in modo sistematico nei pazienti con sindrome mielodisplastica (SMD). Ricercatori della Yale University School of Medicine di New Haven hanno condotto uno studio di popolazione per valutare il ruolo delle comorbilità sulla sopravvivenza dei pazienti con SMD di nuova diagnosi. Lo studio pubblicato nella rivista Leukemia Research (leggi abstract originale) ha esaminato 1708 pazienti (età 66 anni), con diagnosi di SMD negli Stati Uniti tra il 2001 e il 2002, seguiti fino alla fine del 2004. Il 51% dei pazienti con SMD mostrava comorbilità associate. Gli hazard ratio (HR) sono stati stimati usando modelli di rischio proporzionale di Cox. Il tempo di sopravvivenza mediana era di circa 18 mesi. Gli HR erano 1.19 (intervallo di confidenza [IC] 95%: 1.05-1.36) e 1.77 (IC 95%: 1.50-2.08) rispettivamente in quelli con indice Charlson 1-2 e 3 e il rischio di morte aumentava con l’indice Charlson. I pazienti con SMD che presentavano scompenso cardiaco congestizio o bronchite ostruttiva cronica avevano una sopravvivenza significativamente inferiore rispetto ai pazienti senza queste patologie, mentre il diabete non sembrava avere impatto sulla sopravvivenza. Lo studio conferma l’importanza delle comorbilità quali determinanti significative e indipendenti della sopravvivenza di pazienti con SMD e i risultati dello studio sottolineano l’importanza di considerare le condizioni patologiche coesistenti quando si valuta la prognosi di questi pazienti.


SIEnews – Numero 22 – 17 dicembre 2009
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