domenica, 7 agosto 2022
Medinews
20 Maggio 2009

CHIRURGIA NEPHRON-SPARING NEL CARCINOMA RENALE T1B

I risultati dello studio condotto in un grande centro di riferimento oncologico hanno confermato i buoni esiti della procedura chirurgica per le masse inferiori a 4 cm, ma il suo ruolo nei tumori di 4-7 cm è ancora controverso

I ricercatori hanno rivisto retrospetticamente le cartelle cliniche di 67 pazienti consecutivi sottoposti a chirurgia nephron-sparing per carcinoma renale di 4-7 cm presso l’ospedale di Lovanio in Belgio. I dati raccolti comprendevano le indicazioni per la procedura chirurgica, le caratteristiche del tumore, le complicanze, le variazioni dei livelli serici di creatinina, il tempo alla recidiva e il tempo al decesso. Le percentuali di sopravvivenza libera da progressione clinica (SSPC), di sopravvivenza globale (SG) e di quella cancro-specifica (SCS) sono state valutate statisticamente. L’età media dei pazienti era 62 anni. Le indicazioni chirurgiche erano assolute per 26 pazienti (39%), relative per 11 (16%) ed elettive per 30 (45%). Due pazienti (3%) hanno richiesto embolizzazione post-operatoria, ma nessuno ha sviluppato fistola urinaria. Quattro pazienti (6%) avevano margini di resezione positivi, ma nessuno ha sviluppato recidiva. Dopo un follow-up mediano di 40.1 mesi (range: 1-98.3), 10 pazienti sono deceduti (15%), di questi solo una morte è stata correlata alla procedura chirurgica nephron-sparing (shock post-operatorio ipovolemico). Sette pazienti (10%) hanno sviluppato recidiva, ma tutti erano sopravviventi all’ultimo follow-up, 3 pazienti (4%) avevano recidiva locale e 4 (6%) metastasi loco-regionale o distante. Le percentuali di sopravvivenza a 5 anni stimate per SSPC, SG e SCS erano rispettivamente 84%, 99% e 72%. Sette pazienti (10%) hanno sviluppato insufficienza renale de novo. Indicazioni elettive e relative non erano associate ad alterazioni significative del livello serico di creatinina (p = 0.22 e 0.10, rispettivamente), mentre in termini assoluti la differenza era statisticamente significativa (p = 0.005). Lo studio, pubblicato nella rivista British Journal of Urology International (leggi abstract originale), pur presentando limitazioni in quanto non controllato, retrospettico e con follow-up a medio termine, ha dimostrato l’elevata applicabilità e la buona SCS con la procedura nephron-sparing del carcinoma renale T1b. Il controllo locale è stato ottenuto nella maggior parte dei pazienti, con preservazione della funzione renale in quelli con indicazioni elettive. Le indicazioni assolute sono correlate significativamente alla perdita della funzione renale.


Renal Cancer Newsgroup – Numero 5 – Maggio 2009
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