giovedì, 25 febbraio 2021
Medinews
24 Marzo 2015

CHIRURGIA CONSERVATIVA DELLA MAMMELLA SEGUITA O MENO DA RADIOTERAPIA IN DONNE DI 65 ANNI O PIÙ ANZIANE CON TUMORE MAMMARIO INIZIALE: STUDIO RANDOMIZZATO, CONTROLLATO, PRIME II

Il trattamento standard per la maggior parte delle donne anziane con tumore mammario iniziale, dopo chirurgia conservativa della mammella, è la radioterapia adiuvante dell’intero tessuto mammario residuo (‘whole-breast’) e il trattamento endocrino adiuvante. I ricercatori dello studio PRIME II, coordinati dal gruppo dell’Università di Edimburgo, hanno valutato che effetto l’omissione della radioterapia ‘whole-breast’ avrebbe avuto sul controllo locale in donne anziane a basso rischio di recidiva locale a 5 anni. Tra il 16 aprile 2003 e il 22 dicembre 2009, 1326 donne di età uguale o superiore a 65 anni con tumore mammario iniziale, considerato a basso rischio (cioè con recettori ormonali positivi, linfonodi ascellari negativi, T1-T2 fino a 3 cm, nella dimensione maggiore, e margini liberi; l’istologia grado 3 o l’invasione linfovascolare erano accettate, ma non entrambe), che erano state sottoposte a chirurgia conservativa della mammella e stavano ricevendo trattamento endocrino adiuvante, sono state arruolate in uno studio di fase III randomizzato, controllato, in 76 Centri di quattro Paesi. Le pazienti eleggibili sono state randomizzate a radioterapia ‘whole-breast’ (40 – 50 Gy in 15 – 25 frazioni) o a nessuna radioterapia attraverso sistema computerizzato a blocchi scambiati e stratificazione per centro (a blocchi di 4). Endpoint primario era la recidiva omolaterale di tumore mammario. Il follow-up continua e terminerà 10 anni dopo la data di randomizzazione dell’ultima paziente. Le analisi statistiche sono state condotte secondo ‘intention-to-treat’. Nello studio pubblicato sulla rivista The Lancet Oncology (leggi abstract), 658 donne, che erano state sottoposte a chirurgia conservativa della mammella e stavano ricevendo trattamento endocrino adiuvante, sono state randomizzate a radioterapia ‘whole-breast’ mentre altre 668 non hanno ricevuto ulteriore trattamento. Dopo un follow-up mediano di 5 anni (IQR: 3.84 – 6.05), il tasso di recidiva omolaterale di tumore mammario era pari all’1.3% (IC 95%: 0.2 – 2.3; n = 5) nelle donne assegnate alla radioterapia ‘whole-breast’ e pari al 4.1% (IC 95%: 2.4 – 5.7; n = 26) in quelle che non l’hanno ricevuta (p = 0.0002). Rispetto alle donne sottoposte a radioterapia ‘whole-breast’, l’hazard ratio in analisi univariata di recidiva omolaterale di tumore mammario nelle donne assegnate a nessun trattamento radioterapico era pari a 5.9 (IC 95%: 1.99 – 13.52; p = 0.0007), mentre nessuna differenza è stata osservata tra i due gruppi per quanto riguarda la recidiva regionale, le metastasi a distanza, i tumori mammari controlaterali o nuovi tumori mammari. La sopravvivenza globale a 5 anni è risultata pari al 93.9% (IC 95%: 91.8 – 96.0) in entrambi i gruppi (p = 0.34) e, in totale, 89 donne sono decedute; 8 tra le 49 pazienti randomizzate a nessuna radioterapia e 4 tra le 40 assegnate alla radioterapia sono morte per tumore mammario. In conclusione, la radioterapia post-operatoria ‘whole-breast’ dopo chirurgia conservativa della mammella e trattamento endocrino adiuvante offre una significativa ma modesta riduzione della recidiva locale nelle donne di 65 anni o più anziane con tumore mammario iniziale 5 anni dopo la randomizzazione. Tuttavia, il tasso di recidiva omolaterale di tumore mammario a 5 anni è probabilmente così basso che l’omissione della radioterapia può essere considerata per alcune pazienti.
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