domenica, 19 settembre 2021
Medinews
17 Dicembre 2009

CHEMIOTERAPIA DI INDUZIONE E CONSOLIDAMENTO IN PAZIENTI ADULTI CON LMA

Mitoxantrone e idarubicina, ma non daunorubicina, prolungano l’efficacia della chemioterapia in pazienti non sottoposti a trapianto allogenico

Ricercatori, afferenti al gruppo italiano GIMEMA ed europeo EORTC, hanno trattato 2157 pazienti (range di età: 15-60 anni), arruolati nello studio AML-10, con chemioterapia intensificata di induzione e consolidamento contenente daunorubicina, idarubicina o mitoxantrone. Dopo remissione completa (RC), i pazienti sono stati assegnati a trapianto allogenico o autologo di cellule staminali (SCT), secondo disponibilità di donatore consanguineo o meno. La percentuale di RC globale (69%) era simile nei tre gruppi. SCT autologo è stato eseguito nel 37% dei casi nel braccio daunorubicina e solo nel 29% e 31% dei casi nei gruppi trattati rispettivamente con mitoxantrone e idarubicina (p < 0.001). Tuttavia, la sopravvivenza libera da malattia (SSM) e la sopravvivenza dalla RC erano significativamente più brevi nel braccio con daunorubicina: la SSM a 5 anni era 29% rispetto al 37% in entrambi i bracci con mitoxantrone e idarubicina. Nello studio pubblicato nella rivista Journal of Clinical Oncology (leggi abstract originale) l’uso di mitoxantrone o idarubicina, ma non daunorubicina, potenziano l’efficacia a lungo termine della chemioterapia nei pazienti adulti con LMA che non hanno ricevuto SCT allogenico.


SIEnews – Numero 22 – 17 dicembre 2009
TORNA INDIETRO