lunedì, 25 ottobre 2021
Medinews
17 Febbraio 2015

CHEMIOTERAPIA ADIUVANTE IN PAZIENTI ANZIANI CON TUMORE AL POLMONE NON A PICCOLE CELLULE IN STADIO I, DI DIMENSIONI ≥ 4 CM: ANALISI DI SEER-MEDICARE

Il ruolo della chemioterapia adiuvante nei pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC) in stadio I, che presentano lesioni di dimensioni ≥ 4 cm, non è ancora stato ben definito nella popolazione anziana. I ricercatori del Tisch Cancer Institute, Icahn School of Medicine at Mount Sinai, di New York e del Tufts Medical Center di Boston hanno identificato, dal database congiunto di Surveillance, Epidemiology and End Results (SEER)-Medicare, 3289 pazienti con NSCLC in stadio I (T2N0M0 e dimensioni del tumore ≥ 4 cm), sottoposti a lobectomia, che avevano ricevuto la diagnosi tra il 1992 e il 2009. La sopravvivenza globale (OS) e i tassi di eventi avversi gravi (definiti come gli eventi che richiedevano ricovero ospedaliero) sono stati confrontati tra i pazienti trattati con sola resezione e quelli che hanno ricevuto chemioterapia adiuvante contenente derivati del platino o quelli trattati con radioterapia post-operatoria (PORT) associata o meno a chemioterapia adiuvante. Nello studio pubblicato sulla rivista Annals of Oncology (leggi abstract) è stato calcolato il punteggio di propensione a ricevere ciascun trattamento e analisi di sopravvivenza sono state condotte utilizzando i pesi di probabilità inversa basati sul punteggio di propensione. Globalmente, l’84% dei pazienti è stato trattato con la sola resezione, il 9% ha ricevuto chemioterapia adiuvante contenente derivati del platino e il 7% è stato sottoposto a PORT con o senza chemioterapia adiuvante. L’analisi aggiustata ha mostrato che la chemioterapia adiuvante (hazard ratio [HR] 0.82, intervallo di confidenza [IC] 95%: 0.68 – 0.98) era associata a una migliore sopravvivenza rispetto alla sola resezione. Al contrario, l’uso della PORT con o senza chemioterapia adiuvante è stata associata ad ‘outcome’ peggiori (HR 1.91, IC 95%: 1.64 – 2.23). I pazienti che hanno ricevuto chemioterapia adiuvante manifestavano eventi avversi più gravi, rispetto a quelli trattati con sola resezione, e tra questi la neutropenia era il più significativo (odds ratio 21.2, IC 95%: 5.8 – 76.6). Nessuna differenza significativa è stata osservata nei tassi di febbre, citopenia, nausea e disfunzione renale. In conclusione, la chemioterapia adiuvante contenente derivati del platino è associata a una ridotta mortalità, ma anche a maggiori eventi avversi gravi nei pazienti anziani con NSCLC in stadio I e dimensioni del tumore ≥ 4 cm.
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