giovedì, 30 giugno 2022
Medinews
12 Ottobre 2016

Changes in Antiemetic Overuse in Response to Choosing Wisely Recommendations

Antiemetics are used to prevent chemotherapy-induced nausea and vomiting in patients with cancer. Newer antiemetic agents (serotonin and neurokinin-1 receptor antagonists) have increased efficacy but are expensive. The American Society of Clinical Oncology’s first guideline in the 2013 Choosing Wisely (CW) campaign discouraged overuse of expensive antiemetics in patients with low risk of chemotherapy-induced nausea and vomiting. However, little is known about patterns or trends in antiemetic overuse or whether any change has occurred with the publication of the … (leggi tutto)

Spesso si sottolinea l’importanza di una profilassi antiemetica ottimale, denunciando il rischio che i farmaci appropriati siano impiegati in una percentuale di casi inferiore rispetto alle indicazioni delle linee guida. Questo interessante lavoro pubblicato su JAMA Oncology ci ricorda che si può incorrere anche nel rischio opposto, vale a dire l’eccesso di prescrizione di farmaci antiemetici. Gli autori hanno analizzato un grande numero di pazienti sottoposti a chemioterapia negli Stati Uniti per valutare l’appropriatezza della prescrizione antiemetica, in un periodo di tempo compreso tra il 2008 e il 2015. Durante questo intervallo di tempo, nel 2013, l’ASCO aveva invitato, nell’ambito della campagna Choosing Wisely, di evitare l’eccessivo impiego di antiemetici, in particolare per i farmaci chemioterapici a basso potenziale emetogeno. Ebbene, Encinosa e Davidoff documentano un’elevata percentuale di abuso di antiemetici (24% dei pazienti): le raccomandazioni ASCO avevano una ripercussione positiva nel semestre immediatamente successivo alla loro pubblicazione (7,0% di riduzione nell’abuso di antiemetici), ma tale effetto positivo risultava abbastanza effimero, in quanto si annullava passati i sei mesi dalla pubblicazione. Naturalmente, l’impiego inappropriato di antiemetici comporta un aumento della spesa: secondo i calcoli degli autori, l’appropriatezza consentirebbe un risparmio del 6,1% sul costo complessivo della chemioterapia. Secondo le linee guida AIOM (edizione 2015), per i farmaci a basso potenziale emetogeno (ad esempio la gemcitabina, il pemetrexed, i taxani) è raccomandata la profilassi dell’emesi acuta con un singolo farmaco (es. desametasone o un antagonista 5HT3) e nessuna profilassi per l’emesi ritardata.
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