sabato, 28 novembre 2020
Medinews
27 Maggio 2009

CENTRI TRASFUSIONALI FRIULANI VERSO ACCREDITAMENTO EUROPEO

Trieste, 16 maggio – Il Friuli Venezia Giulia ha buone probabilità di essere la prima regione in Italia che completa il percorso di autorizzazione e accreditamento dei propri centri trasfusionali in base alle nuove e più rigorose normative stabilite dalla Commissione europea per garantire la qualità e la sicurezza di sangue, emocomponenti ed emoderivati, che potranno quindi essere distribuiti in tutti i Paesi della Ue. Questa convinzione è stata espressa dal direttore del Centro Nazionale Sangue, Giuliano Grazzini, che ha incontrato a Trieste l’assessore alla Salute e Protezione sociale, Vladimir Kosic, e il coordinatore regionale delle attività trasfusionali, Vincenzo De Angelis. Le strutture friulane, hanno confermato Kosic e De Angelis, sono già pronte a recepire le nuove indicazioni definite a livello europeo. Nel percorso di autorizzazione e accreditamento delle proprie strutture trasfusionali, il Friuli Venezia Giulia ha adottato, come sottolineato dal direttore Grazzini, metodologie particolarmente efficaci da cui il Centro Nazionale Sangue ha tratto elementi per definire le nuove linee guida nazionali alle quali, in ottemperanza alle direttive europee, tutte le regioni dovranno adeguarsi dal prossimo gennaio. Per queste ragioni nel prossimo percorso di armonizzazione e revisione normativa, il Centro Nazionale Sangue si avvarrà della collaborazione del dottor De Angelis. Oltre a richiamare gli aspetti organizzativi e lo sforzo compiuto a garanzia della sicurezza e della tracciabilità dei prodotti, Grazzini ha sottolineato anche la particolare attenzione sulla qualità percepita dagli utenti (donatori, pazienti, utilizzatori di emocomponenti) e l’attivo e responsabile coinvolgimento del mondo del volontariato, che favorisce la cultura del dono, la fidelizzazione dei donatori e una situazione di autosufficienza. Un’autosufficienza che consentirà al Friuli Venezia Giulia di essere indicata quale ‘Regione Polmone’ del Centro Nord Italia, capace cioè di garantire disponibilità aggiuntive di sangue e di emoderivati nel caso altre regioni manifestino carenza di scorte.

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