Medinews
24 Febbraio 2015

CELLULE STAMINALI DA TESSUTO ADIPOSO E TUMORE MAMMARIO: PUBBLICITÀ ECCESSIVA, RISCHI E SPERANZE

Molti recenti studi clinici hanno alimentato nuove speranze sull’uso di cellule progenitrici derivate da tessuto adiposo per la ricostruzione di tessuto molle in molte malattie incluso il tumore mammario. Questa procedura è sempre più applicata internazionalmente. I ricercatori dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano, in collaborazione con i colleghi della University of Texas Health Science Center di Houston, hanno condotto una revisione della letteratura disponibile sulle cellule di tessuto adiposo e tumore mammario. In questo ambito, gli autori credono che l’eccessiva pubblicità dei risultati sul trapianto di cellule progenitrici da tessuto adiposo dovrebbe essere temperata se si considerano i recenti e numerosi studi preclinici che indicano come i progenitori del tessuto adiposo possano promuovere la crescita e le metastasi di tumore mammario. Nella revisione pubblicata sulla rivista British Journal of Cancer (leggi testo) si ricorda che i progenitori del tessuto adiposo possono contribuire allo sviluppo di nuovi vasi tumorali, periciti e adipociti, e promuovere la progressione locale e metastatica di tumore mammario in diversi modelli murini. Inoltre, esistono dati clinici retrospettivi che mostrano un aumento significativo della frequenza di recidiva locale nelle pazienti con neoplasia intraepiteliale sottoposte a una procedura di ‘lipofilling’ per la ricostruzione della mammella, rispetto ai controlli. Gli autori quindi auspicano l’approfondimento in studi clinici retrospettivi e prospettici per esaminare la sicurezza di questa procedura nel tumore mammario. Anche modelli preclinici dovrebbero essere utilizzati per identificare i meccanismi in grado di inibire l’attività di stimolazione dello sviluppo del tumore da parte dei progenitori di tessuto adiposo e al tempo stesso capaci di mantenere il potenziale ricostruttivo del tessuto mammario.
“Da diversi anni – afferma il dottor Francesco Bertolini, primo autore dello studio e direttore del Laboratorio di Emato-oncologia Clinica dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano – stiamo studiando in vitro e in vivo l’interazione tra le cellule progenitrici del tessuto adiposo e le cellule neoplastiche. Sappiamo oggi che il tessuto adiposo contiene almeno due classi di progenitori (endoteliali e mesenchimali), che possono sinergizzare nel promuovere la crescita locale e metastatica di diversi tipi di tumore, tra i quali il tumore del seno e del colon-retto. Parallelamente si accumulano sempre più dati epidemiologici che mettono in relazione obesità ed aumento del rischio e della severità di diversi tipi di cancro, soprattutto di quelli che crescono in organi ricchi di tessuto adiposo.” E conclude: “identificare i meccanismi usati dai progenitori del tessuto adiposo per promuovere la crescita tumorale è indispensabile per avviare studi preclinici e clinici volti a contrastare obesità e neoplasie, due tra i grandi ‘big killers’ della nostra epoca”.
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