mercoledì, 21 aprile 2021
Medinews
19 Giugno 2013

CARCINOMA METASTATICO RENALE: COME FARE LA MIGLIORE SCELTA SEQUENZIALE DOPO INTERRUZIONE DI UN TKI PER INTOLLERANZA

Equilibrio tra minima tossicità e mantenimento di un adeguato dosaggio dell’agente target è il fine per ottenere il miglior beneficio clinico in seconda e terza linea di trattamento

Con sette agenti ormai approvati per il carcinoma renale metastatico, negli ultimi anni, si è assistito a un indubbio progresso nel trattamento di questa patologia. La sicurezza della terapia con questi agenti, tuttavia, rappresenta ora la principale preoccupazione, che prevede la ricerca del migliore equilibrio possibile tra minimizzazione del peso del trattamento e necessità di mantenere un adeguato dosaggio di farmaco per ottenere il miglior beneficio clinico. In questa revisione, pubblicata sulla rivista Future Oncology (leggi abstract), ricercatori di importanti centri oncologici italiani hanno analizzato i dati di sicurezza di tutti gli agenti target approvati per il trattamento di prima linea del carcinoma renale metastatico per offrire suggerimenti al fine di stabilire il più appropriato trattamento di seconda o successiva linea sulla base delle tossicità che sono emerse durante la terapia. Basandosi sulle caratteristiche e comorbilità dei pazienti e sul profilo di tossicità di ciascun trattamento, è possibile pianificare opzioni terapeutiche diverse. Gli autori, in conclusione, hanno compilato una lista di punti importanti da tenere presente quando si consideri l’uso di agenti target per il trattamento del carcinoma renale avanzato.


Renal Cancer Newsgroup – Numero 6 – Giugno 2013
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