mercoledì, 14 ottobre 2026
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25 Novembre 2016

Cabozantinib in patients with advanced RET-rearranged non-small-cell lung cancer: an open-label, single-centre, phase 2, single-arm trial

RET rearrangements are found in 1-2% of non-small-cell lung cancers. Cabozantinib is a multikinase inhibitor with activity against RET that produced a 10% overall response in unselected patients with lung cancers. To assess the activity of cabozantinib in patients with RET-rearranged lung cancers, we did a prospective phase 2 trial in this molecular subgroup. We enrolled patients in this open-label, Simon two-stage, single-centre, phase 2, single-arm trial in the USA if they met the following criteria: metastatic or unresectable lung cancer harbouring a RET rearrangement, Karnofsky … (leggi tutto)

Il riarrangiamento di RET viene riscontrato nell’1-2% dei pazienti affetti da NSCLC in stadio avanzato (arrivando fino al 5% in una popolazione arricchita per alcune caratteristiche: donne, non fumatrici, in età inferiore ai 40 anni). Gli autori riportano qui i dati di uno studio di fase II: su un campione di 25 pazienti trattati in un unico centro statunitense, cabozantinib viene testato alla dose di 60 mg/die, registrandosi come fusione maggiormente rappresentata KIF5B-RET (presente in 16 casi). Viene riportato un ORR pari al 28% (intervallo di confidenza [IC] 95% = 12–49%) e una durata di risposta mediana uguale a 7 mesi. Vengono descritti tassi di risposta e durate di risposta differenti in diversi tipi di fusione. Gli eventi avversi sono responsabili di una riduzione di dose nel 73% dei casi, registrandosi fra le tossicità di grado 3 maggiormente rilevate l’aumento di lipasi, AST e ALT, l’ipofosfatemia e la riduzione piastrinica.
Indubbiamente questo studio è un altro piccolo passo avanti nell’identificazione di un farmaco targeted per un preciso biomarcatore …. anche se non leggiamo sicuramente dati entusiasmanti come quelli a noi ben noti per EGFR o ALK e apparentemente il marcatore non è così ben definito, né il profilo di tollerabilità così “customizzato”, tanto da farci tornare in mente l’ormai pluri-citato editoriale di Ian Tannock (NEJM September 29, 2016) dove quasi emergono solo limiti da questa tanto ambita Medicina Personalizzata.
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