mercoledì, 14 aprile 2021
Medinews
10 Luglio 2013

BIOSIMILARI DI FILGRASTIM NEL TRAPIANTO AUTOLOGO DI CELLULE STAMINALI: RIDUZIONE DEI COSTI MA EFFETTI SIMILI SUL RECUPERO DEL MIDOLLO OSSEO

Nei pazienti con linfoma e mieloma, i fattori stimolanti le colonie dei granulociti (G-CSF) favoriscono il recupero dell’attività emopoietica del midollo osseo dopo trapianto autologo di cellule staminali (ASCT). Esistono tuttavia poche pubblicazioni che abbiano discusso l’uso di biosimilari di filgrastim dopo ASCT. Gli autori di questo studio retrospettivo monocentrico hanno esaminato 65 pazienti con linfoma e mieloma trattati all’Hopital Morvan di Brest in Francia per valutare le riduzioni dei costi correlate all’uso, oltre a efficienza e sicurezza, di biosimilari di filgrastim dopo ASCT. Hanno a questo scopo comparato 19 parametri di questi pazienti, inclusi il recupero di funzionalità del midollo osseo, effetti collaterali, complicanze infettive e costi del trattamento, con i dati storici, pubblicati, di una coorte di pazienti trattati con filgrastim classico. Gli autori hanno osservato una riduzione significativa dei costi di G-CSF in entrambi i gruppi di pazienti ma non una variazione dei costi di ospedalizzazione (che rappresentano meno del 2% del totale) tra gruppi. Inoltre, non hanno osservato differenze tra i due gruppi in termini di recupero del midollo osseo, complicanze infettive, effetti collaterali o degli altri parametri studiati. In conclusione, in questo studio retrospettivo, l’assenza di differenze tra i gruppi dopo trapianto autologo di cellule staminali in pazienti con linfoma e mieloma trattati con biosimilari di filgrastim ha portato a credere che questi farmaci possano essere sicuri ed utilizzati efficacemente per le indicazioni esaminate, senza un significativo impatto sui costi di ospedalizzazione. Uno studio prospettico, tuttavia, dovrebbe essere condotto per confermare i risultati ottenuti.
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