sabato, 4 febbraio 2023
Medinews
22 Luglio 2010

BEVACIZUMAB E RISCHIO DI PROTEINURIA GRAVE IN PAZIENTI ONCOLOGICI

Il farmaco in combinazione alla chemioterapia aumenta il rischio di complicanze renali, come proteinuria di grado 3 e 4 e sindrome nefrosica

Il trattamento con l’agente chemioterapico bevacizumab, anticorpo monoclonale umanizzato che neutralizza il fattore di crescita endoteliale vascolare, può portare a proteinuria e danno renale. I fattori di rischio e gli esiti clinici degli eventi avversi renali con il farmaco non sono ancora interamente compresi. Ricercatori del Stony Brook University Medical Center di New York hanno condotto una revisione sistematica e meta-analisi di 16 studi clinici randomizzati, controllati, pubblicata nel Journal of the American Society of Nephrology (leggi abstract originale), per valutare il rischio globale di proteinuria severa indotta dal trattamento con bevacizumab. I pazienti complessivi esaminati erano 12268 e presentavano diversi tipi di tumori. L’incidenza di proteinuria ad alto grado (grado 3 e 4) con bevacizumab stata del 2.2% (intervallo di confidenza [IC] 95%: 1.2 – 4.3). Rispetto alla sola chemioterapia, la combinazione con il farmaco ha aumentato significativamente il rischio di proteinuria ad alto grado (rischio relativo 4.79, IC 95%: 2.71 – 8.46) e di sindrome nefrosica (rischio relativo 7.78, IC 95%: 1.80 – 33.62). Alti dosaggi di bevacizumab sono stati associati ad un rischio ancora più elevato di proteinuria. In rapporto al tipo di tumore, il carcinoma renale è stato associato al rischio più alto (incidenza cumulativa 10.2%). Gli autori non hanno rilevato invece alcuna differenza significativa tra chemioterapia contenente o non contenente platino rispetto al rischio di proteinuria ad alto grado (p = 0.39).


Renal Cancer Newsgroup – Numero 7 – Luglio 2010
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