domenica, 24 ottobre 2021
Medinews
10 Maggio 2016

BE-POSITIVE: Beyond progression after tyrosine kinase inhibitor in EGFR- positive non small cell lung cancer patients: Results from a multicenter Italian observational study

Non-small-cell-lung-cancer (NSCLC) patients harbouring epidermal growth factor receptor (EGFR) mutations develop drug resistance after 9–12 months of EGFR tyrosine kinase inhibitors (TKIs) therapy pointing out the issue of the second-line treatment choice. From June 2009 until May 2013 patients affected by advanced NSCLC harbouring EGFR mutations receiving first-line TKI were collected mainly retrospectively in 24 Italian Centers. Primary objective was to describe the percentage of EGFR mutated patients receiving second-line therapy after progression to first-line EGFR-TKIs assessing … (leggi tutto)

Questo lavoro è un esempio di collaborazione fra centri italiani che si occupano di Oncologia Toracica e raggruppa in modo retrospettivo e prospettico la più ampia casistica di pazienti caucasici affetti da carcinoma polmonare in stadio avanzato e con mutazione a carico di EGFR, per cogliere alcune informazioni in merito alla tipologia di trattamento in prima e seconda linea, unitamente a dati di efficacia e tollerabilità. Nel periodo compreso fra giugno 2009 e maggio 2013 vengono analizzati 312 pazienti affetti da carcinoma polmonare in stadio avanzato e con mutazione a carico di EGFR: purtroppo viene evidenziato che il 40,5% dei pazienti non riceve alcun trattamento sistemico di seconda linea. Il dato è in linea con altre pubblicazioni presenti in letteratura e potrebbe forse essere da correlarsi alla fase di “transizione” da un periodo che vedeva la chemioterapia come unica opzione sistemica possibile per questi pazienti, ad un periodo in cui saranno invece disponibili farmaci a bersaglio molecolare volti a superare la resistenza agli inibitori di I e II generazione. Per quanto riguarda le caratteristiche dei pazienti, lo studio conferma quanto già noto in riferimento alla mutazione di EGFR nella popolazione caucasica. Per quanto riguarda il trattamento di I linea, la durata media di trattamento è stata pari a 9 mesi con gefitinib (92,3% dei pazienti hanno ricevuto questo trattamento) ed erlotinib. Lo studio riporta dati interessanti in merito a: risultati riguardanti il PFS1 e PFS2, tipologia di trattamento prescritto in II linea, risposta ai vari trattamenti, alcuni dettagli per i pazienti con localizzazioni cerebrali, dati di tollerabilità.
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