sabato, 25 settembre 2021
Medinews
10 Settembre 2009

BASI MOLECOLARI DELL’EMOCROMATOSI EREDITARIA RESISTENTE A EPCIDINA

La causa è una mutazione nel residuo C326 della ferroportina che interferisce direttamente sulla modalità di efflusso del ferro dalle cellule favorendo l’accumulo dello ione in giovane età

L’interazione tra l’ormone epcidina e la ferroportina, che favorisce la liberazione del ferro dalle cellule, permette la regolazione della concentrazione di ferro nel plasma. L’epcidina si lega alla ferroportina e ne induce l’internalizzazione e la degradazione causando la riduzione del flusso dalle cellule al sangue. Mutazioni nella ferroportina in N144, Y64N e C326 inducono la manifestazione della malattia autosomica dominante caratterizzata da accumulo di ferro nel parenchima epatico, apparentemente indotta dalla resistenza della ferroportina mutata all’internalizzazione mediata dal legame con epcidina. Per definire il meccanismo di resistenza, ricercatori statunitensi hanno generato costrutti di ferroportina umana portatori di mutazioni patogene. I mutanti si sono localizzati sulla superficie della cellula ed hanno esportato ferro normalmente, ma erano in parte o completamente resistenti all’internalizzazione mediata da epcidina e continuavano a far fluire il ferro malgrado la presenza di quest’ultima. Il difetto primario osservato con la sostituzione di C326 era la perdita del legame con epcidina, che produceva un fenotipo più grave della malattia. La forma tiolica di C326 era, infatti, essenziale per l’interazione con epcidina. Questa osservazione suggerisce che C326-SH sia localizzato entro o nelle vicinanze del sito di legame per l’epcidina. Al contrario, i residui N144 e Y64 non erano richiesti per il legame, ma le loro mutazioni disaccoppiavano la successiva internalizzazione del complesso ligando-recettore. I risultati dello studio pubblicato nella rivista Blood (leggi abstract originale) spiegano come le mutazioni nel residuo C326 della ferroportina producano una forma più grave di emocromatosi che si manifesta con accumulo di ferro in giovane età.


SIEnews – Numero 17 – 17 settembre 2009
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