venerdì, 27 novembre 2020
Medinews
22 Febbraio 2018

Axitinib in combination with pembrolizumab in patients with advanced renal cell cancer: a non-randomised, open-label, dose-finding, and dose-expansion phase 1b trial

Previous studies combining PD-1 checkpoint inhibitors with tyrosine kinase inhibitors of the VEGF pathway have been characterised by excess toxicity, precluding further development. We hypothesised that axitinib, a more selective VEGF inhibitor than others previously tested, could be combined safely with pembrolizumab (anti-PD-1) and yield antitumour activity in patients with treatment-naive advanced renal cell carcinoma. In this ongoing, open-label, phase 1b … (leggi tutto)

La combinazione pembrolizumab ed axitinib è molto attiva e presenta un accettabile profilo di tollerabilità in pazienti molto selezionati affetti da carcinoma renale metastatico. È questo il risultato di uno studio di fase 1b condotto in una popolazione numericamente limitata di 52 pazienti non trattati in precedenza con terapie antitumorali. In particolare il tasso di risposte obiettive è stato molto elevato (73%) con un significativo numero di risposte complete (8%). Seppur l’assenza di revisione radiologica centralizzata induca cautela nell’interpretrazione della risposta e del tempo alla progressione, l’associazione si è distinta per la notevole efficacia clinica. Accettabile il profilo di tollerabilità con eventi avversi di grado 3-4 riportati nel 65% della popolazione in studio. Lo studio ha consentito di definire in 2 mg/kg ogni 3 settimane e 10 mg giornalieri le dosi dell’associazione di pembrolizumab ed axitinib per il successivo studio di fase 3 (NCT02853331).
Complessivamente questo articolo originale disegna un percorso preferenziale per l’associazione tra tirosin-chinasi inibitori e PD-1/PD-L1 quale prima linea terapeutica nel carcinoma renale metastatico. Nella stessa direzione vanno studi similari tesi a valutare le combinazioni lenvatinib/pembrolizumab e avelumab/axitinib.
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