martedì, 16 aprile 2024
Medinews
1 Giugno 2018

Association of Smoking Status With Recurrence, Metastasis, and Mortality Among Patients With Localized Prostate Cancer Undergoing Prostatectomy or RadiotherapyA Systematic Review and Meta-analysis

Studies investigating the association of cigarette smoking with prostate cancer incidence and outcomes have revealed controversial results. To systematically review and analyze the association of smoking status with biochemical recurrence, metastasis, and cancer-specific mortality among patients with localized prostate cancer undergoing primary radical prostatectomy or radiotherapy. A systematic search of original articles published between January 2000 and … (leggi tutto)

Anche se spesso il fumo di tabacco viene associato solo al rischio di tumore del polmone, e le raccomandazioni relative alla cessazione del fumo vengono associate soprattutto alla prevenzione primaria, un’ampia letteratura documenta che il fumo di sigaretta risulta associato ad outcome peggiori in molti tipi di tumore.
L’articolo pubblicato su JAMA Oncology documenta che, anche nei pazienti sottoposti a trattamento curativo per un tumore della prostata in stadio iniziale, l’abitudine al fumo al momento della diagnosi si associa a un rischio significativamente maggiore di recidiva biochimica, di sviluppare malattia metastatica, associandosi inoltre a una più elevata mortalità cancro-specifica. Interessante sottolineare che, invece, chi aveva smesso di fumare, rispetto ai non fumatori, non ha evidenziato un maggior rischio di sviluppare malattia metastatica né una più elevata mortalità.
Tali risultati sono stati ottenuti mediante una revisione sistematica degli studi osservazionali disponibili in letteratura, per un totale di 22.549 pazienti, nei quali si è descritta l’associazione tra storia di fumo e outcome del tumore della prostata. Raccomandare la cessazione del fumo è sempre importante, quindi, non soltanto per prevenire alcuni tumori, ma anche per migliorare la prognosi dei casi diagnisticati. È utile ricordare che, sin dal 2003, l’ASCO (American Society of Clinical Oncology) ha prodotto delle raccomandazioni relative alla cessazione del fumo di tabacco nei pazienti oncologici (American Society of Clinical Oncology policy statement update: Tobacco control – Reducing cancer incidence and saving lives. J Clin Oncol. 2003;15:2777-2786). L’aggiornamento del Surgeon General’s Report pubblicato nel 2014 descrive le sostanziali evidenze relative agli effetti del fumo nei pazienti oncologici, con le seguenti conclusioni:
1. Nei pazienti oncologici e nei soggetti sopravviventi, l’evidenza disponibile è sufficiente per sostenere una relazione causale tra il fumo di sigaretta e un peggiore outcome. Interrompere il fumo migliora la prognosi dei pazienti oncologici.
2. Nei pazienti oncologici e nei soggetti sopravviventi, l’evidenza disponibile è sufficiente per sostenere una relazione causale tra il fumo di sigaretta e un’aumentata mortalità per tutte le cause, nonché un’aumentata mortalità tumore-specifica.
3. Nei pazienti oncologici e nei soggetti sopravviventi, l’evidenza disponibile è sufficiente per sostenere una relazione causale tra il fumo di sigaretta e l’aumento del rischio di secondi tumori primitivi noti per essere causati dal fumo di sigaretta, come il tumore del polmone.
4. Nei pazienti oncologici e nei soggetti sopravviventi, l’evidenza disponibile è suggestiva ma non sufficiente per sostenere una relazione causale tra il fumo di sigaretta e il rischio di recidiva, una peggiore risposta al trattamento e un’aumentata tossicità dei trattamenti antitumorali.
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