mercoledì, 6 luglio 2022
Medinews
19 Maggio 2016

Association Between Complementary and Alternative Medicine Use and Breast Cancer Chemotherapy Initiation: The Breast Cancer Quality of Care (BQUAL) Study

Not all women initiate clinically indicated breast cancer adjuvant treatment. It is important for clinicians to identify women at risk for noninitiation. To determine whether complementary and alternative medicine (CAM) use is associated with decreased breast cancer chemotherapy initiation. In this multisite prospective cohort study (the Breast Cancer Quality of Care [BQUAL] study) designed to examine predictors of breast cancer treatment initiation and adherence, 685 women younger than 70 years with nonmetastatic invasive breast cancer were recruited from Columbia University Medical Center, Kaiser … (leggi tutto)

I risultati pubblicati da Greenlee e colleghi su JAMA Oncology, riguardanti l’importante argomento delle CAM (complementary and alternative medicine, terapie complementari ed alternative) sono molto interessanti almeno per due motivi. Innanzitutto, evidenziano la grande diffusione delle terapie complementari ed alternative, almeno nella realtà americana: su un totale di 685 donne incluse nello studio, operate di tumore della mammella, l’87% riferiva un ricorso a una o più terapie complementari. Appare quindi sicuramente giustificato il monito degli autori, che invitano a discutere con i pazienti questo argomento. L’altro aspetto, altrettanto interessante, è che il ricorso a terapie complementari ed alternative sembra impattare in maniera significativa sulla scelta di sottoporsi o non sottoporsi al trattamento chemioterapico adiuvante: sul totale delle donne per le quali era stata data un’indicazione alla chemioterapia adiuvante, la chance di riceverla era nettamente inferiore nelle donne che facevano ricorso a terapie complementari ed alternative rispetto alle altre donne (odds ratio 0,16). Quando l’eventuale ricorso a trattamenti di efficacia non provata (o comunque a terapie non convenzionali) mette in discussione il ricorso a trattamenti sicuramente tossici ma di provata efficacia nel ridurre la mortalità (come la chemioterapia), il problema è sicuramente serio e merita un’attenta discussione, a più voci (sia medici che pazienti), nel’ambito della comunità oncologica.
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