venerdì, 27 novembre 2020
Medinews
10 Settembre 2009

ASPETTI TECNICI ED APPLICAZIONI CLINICHE DELLA DETERMINAZIONE DEI TRASCRITTI BCR-ABL NELLA LMC

Ricercatori dell’Imperial College Academic Health Science Centre di Londra riportano circa i progressi in ambito genomico e le conseguenti innovazioni terapeutiche

La leucemia mieloide cronica (LMC) è un disordine mieloproliferativo caratterizzato da un decorso clinico trifasico: espansione morfologica di una cellula mieloide differenziata, presenza del gene di fusione BCR-ABL e segni caratteristici della LMC. Il gene di fusione è generalmente, ma non sempre, associato al cromosoma Philadelphia, conseguenza di uno scambio reciproco di materiale genetico tra il cromosoma 22 e il cromosoma 9. Il breakpoint del gene BCR-ABL si verifica in genere a valle degli esoni e13 o e14 (M-BCR) e meno frequentemente a valle degli esoni e1 o e2 (m-BCR). Meno dell’1% dei casi è portatore di un breakpoint a valle degli esoni 6 o 8 (“geni di fusione variant”) o dell’esone 19 (μBCR). I breakpoint del gene ABL1 ‘clusterizzano’ a monte dell’esone e2 (o e3 in meno del 5% dei pazienti con LMC). Citogenetica convenzionale, ibridizzazione in situ e test molecolari per il gene di fusione BCR-ABL1 sono test chiave per la diagnosi ed il monitoraggio della LMC. Il trattamento con inibitori della tirosin-chinasi ha rivoluzionato la gestione dei pazienti con LMC inducendo risposte ematologiche e citogenetiche entro 12-18 mesi in più dell’85% dei pazienti. Ciononostante il 15-20% dei pazienti può progredire in crisi blastica. La determinazione della malattia minima residua mediante valutazione molecolare rappresenta oggi il ‘golden standard’ per giudicare circa la qualità della risposta alla terapia. Gli aspetti tecnici e le applicazioni cliniche di monitoraggio molecolare sono descritte nel dettaglio in questo articolo pubblicato nella rivista American Journal of Hematology (leggi abstract originale).


SIEnews – Numero 17 – 17 settembre 2009
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