Medinews
12 Maggio 2015

APPELLO AIOM: “ANCORA TROPPO RITARDI E DISPARITA’ NELL’INTRODUZIONE DEI FARMACI INNOVATIVI”

In alcune Regioni i pazienti accedono ai nuovi farmaci oncologici anche dopo 600 giorni dall’approvazione da parte dell’AIFA. Il dato emerge dal Convegno nazionale sull’etica in oncologia, promosso dall’AIOM e dalla Fondazione AIOM, che si è svolto la scorsa settimana a Ragusa. “È necessario garantire a tutti pazienti le cure migliori in tempi rapidi, eliminando le differenze ancora presenti fra le Regioni – ha spiegato Carmine Pinto, presidente nazionale AIOM – Per questo è necessario aprire il più ampio dibattito su appropriatezza prescrittiva, sostenibilità e diritto alle cure e, quindi, sul ruolo dei prontuari terapeutici regionali e sul rapporto valore/costo dei farmaci. Oggi si stanno affacciando nuove armi efficaci contro alcuni tipi di neoplasia e non possiamo privare i malati di queste opportunità terapeutiche, pur sapendo che anche noi dobbiamo fare la nostra parte, puntando sulla implementazione delle linee guida, razionalizzazione delle spese e organizzazione in rete. Da un lato – ha continuato Pinto – il numero di morti per tumore all’interno degli ospedali italiani continua a scendere del 10% ogni anno. Dall’altro aumentano i pazienti terminali assistiti a casa, sono stati 52mila nel 2014, almeno il 30% in più rispetto agli anni precedenti. Ma le cure simultanee, che implicano l’integrazione tra terapie oncologiche e cure palliative dal momento della presa in carico del paziente con malattia metastatica, non sono ancora completamente realizzate nel nostro Paese. Richiedono infatti una più forte sinergia tra ospedale e territorio. I sintomi fisici correlati al cancro, insieme ai disagi psicologici, sociali e spirituali che subentrano nella evoluzione della malattia, condizionano in modo preponderante la qualità della vita del malato e del suo nucleo familiare”.
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