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27 Marzo 2015

Anno II – numero 7 – Marzo 2015L’IPONATRIEMIA È FATTORE PREDITTIVO DELLA DURATA E DEL COSTO DELLA DEGENZA OSPEDALIERA E DEGLI ‘OUTCOME’ IN PAZIENTI ONCOLOGICI


L’iponatriemia è l’anormalità elettrolitica più comune nei pazienti ospedalizzati, può essere un indicatore di prognosi sfavorevole e avere effetti negativi sulla durata della degenza e sulla qualità di vita sia in pazienti con malattie benigne che maligne. Scopo dello studio pubblicato sulla rivista Supportive Care in Cancer era determinare l’impatto della iponatriemia sulla durata e sui costi di ospedalizzazione, oltre a quello sugli ‘outcome’ nei pazienti con cancro. In questo studio, i ricercatori dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Ospedali Riuniti Umberto I – Lancisi – Salesi, Università Politecnica delle Marche di Ancona, hanno incluso 105 pazienti oncologici consecutivi ospedalizzati presso il loro centro tra giugno e dicembre 2013. I dati riguardanti età, sesso, stadiazione, istologia, chemioterapia e livelli di sodio nel siero all’ammissione in ospedale, durante la degenza e alle dimissioni, sono stati registrati e analizzati statisticamente per valutare l’impatto dell’iponatriemia sulla durata e costi di ospedalizzazione e sugli ‘outcome’. I risultati hanno evidenziato una differenza significativa di sopravvivenza globale dalla data di ammissione tra i pazienti con valori normali e valori ridotti di sodio nel siero (p = 0,0255). È stata anche osservata una correlazione significativa tra durata dell’ospedalizzazione e manifestazione di iponatriemia. In analisi multivariata, l’iponatriemia all’ammissione in ospedale, la gravità dell’iponatriemia e lo stadio del tumore sono risultati fattori prognostici indipendenti. Inoltre, è stato calcolato che un paziente con iponatriemia moderata o grave costava, in percentuale, rispettivamente il 128% e il 299% in più rispetto a un paziente con livelli normali di sodio nel siero. In conclusione, la manifestazione di iponatriemia all’ammissione o durante l’ospedalizzazione può rappresentare un fattore significativo che influenza gli ‘outcome’ e la durata della degenza ospedaliera. Secondo gli autori, solo un’efficace e tempestiva normalizzazione dei livelli di sodio può sortire un effetto positivo sulla prognosi e sulla durata dell’ospedalizzazione in questi pazienti, portando quindi a un potenziale risparmio dei costi.

Hyponatremia is a predictor of hospital length and cost of stay and outcome in cancer patients. Supportive Care in Cancer 2015 Mar 5 [Epub ahead of print]
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