domenica, 24 ottobre 2021
Medinews
31 Marzo 2015

AIOM: “CON I NANOFARMACI MIGLIORA LA SOPRAVVIVENZA AL CANCRO”

Oltrepassa le barriere fisiologiche per portare con forza il farmaco al centro della cellula malata e bloccare la crescita del tumore. Si chiama chemioterapia “intelligente” e utilizza particelle di dimensioni nanometriche, 100 volte più piccole di un globulo rosso. In questo modo è possibile superare la spessa barriera che circonda il cancro e somministrare il farmaco in dosi maggiori rispetto alla formulazione tradizionale (+33%), quindi aumentandone l’efficacia con meno effetti collaterali. La sopravvivenza è migliorata in maniera significativa in due fra i tumori più frequenti come quelli del seno e del polmone, che nel 2014 in Italia hanno fatto registrare 48.000 e 40.000 nuovi casi. E, per la prima volta in 20 anni, sono emersi risultati positivi anche nel pancreas. Le nanotecnologie sono al centro del convegno nazionale sulle “Nuove frontiere nel trattamento dei tumori” a Bari, realizzato con il patrocinio dell’AIOM. “Le nanotecnologie stanno cambiando radicalmente la lotta alle neoplasie – ha spiegato il prof. Carmine Pinto, presidente nazionale AIOM -, perché aprono nuovi orizzonti nella personalizzazione del trattamento. Per la prima volta, infatti si può parlare di chemioterapia target. Una particella di circa 100 nanometri infatti è in grado entrare nella cellula, che ha un diametro compreso fra i 10.000 ai 20.000 nanometri, e di interagire con il DNA e con le proteine. La nuova terapia, nab-paclitaxel, consiste nell’impiego dell’albumina, una proteina umana naturalmente presente nell’organismo in dimensioni nanometriche, in cui viene racchiuso un farmaco chemioterapico (paclitaxel) che viene così trasportato direttamente nella sede del tumore”. È già stata approvata nel nostro Paese nel tumore del seno e, lo scorso febbraio, l’AIFA ne ha stabilito la rimborsabilità per il trattamento del cancro del pancreas”.
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