Medinews
21 Novembre 2014

AIFA: SUI BIOSIMILARI TROPPE E INSPIEGABILI DIFFERENZE REGIONALI

C’è un grande spazio per il risparmio nel settore farmaceutico che potrebbe essere sfruttato con un uso maggiore dei biosimilari, ma ancora in Italia ci sono troppe differenze regionali nell’adozione di queste terapie. E’ quanto ha affermato, a margine di un convegno, Luca Pani direttore generale dell’AIFA. ”Nel 2013 i farmaci biologici hanno rappresentato l’1,2% dei consumi ma il 34% in termini di spesa – ha sottolineato Pani – noi ci auguriamo che i biosimilari abbiano la diffusione che meritano, ma constatiamo che al momento ci sono dei problemi, e non solo in Italia”. L’uso dei biosimilari in Italia, ha spiegato l’esperto, vede dei picchi in alcune Regioni mentre in altre sono ignorate. L’epoetina, ad esempio, in Toscana è per il 57% biosimilare mentre in Basilicata è solo il 2%. ”Queste differenze sono inspiegabili per noi – ha sottolineato Pani – non hanno nessuna giustificazione epidemiologica”. In futuro, ha sottolineato Marcella Marletta, dirigente del ministero della Salute, lo spazio per i farmaci biologici, e quindi per i biosimilari, aumenterà. ”La stima è che nei prossimi anni su 100 farmaci almeno 48 saranno biologici – ha spiegato – con una percentuale che passerà dal 30 al 70%. Ci sono ancora dei nodi da sciogliere all’interno delle mentalità, della formazione del cittadino, ma il futuro è possibile vederlo rosa”.
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