giovedì, 26 novembre 2020
Medinews
27 Aprile 2018

Addition of the PARP inhibitor veliparib plus carboplatin or carboplatin alone to standard neoadjuvant chemotherapy in triple-negative breast cancer (BrighTNess): a randomised, phase 3 trial

Although several randomised trials in patients with triple-negative breast cancer have shown that the addition of carboplatin, with or without poly(ADP-ribose) polymerase (PARP) inhibitors, to neoadjuvant chemotherapy increases the likelihood of achieving a pathological complete response, the use of these therapies in this setting has remained controversial. The BrighTNess trial was designed to assess the addition of the PARP inhibitor veliparib plus carboplatin or … (leggi tutto)

Lo studio BrighTNess conferma i risultati dello studio I-SPY-2, dimostrando che l’aggiunta del PARP inibitore veliparib + carboplatino ad uno schema neoadjuvante contenente taxani e antracicline in sequenza aumenta significativamente la probabilità di risposta completa patologica (pCR), rispetto a taxani e antraciclina. Tuttavia, l’aggiunta di veliparib non migliora significativamente il tasso di pCR rispetto allo schema con carboplatino + paclitaxel seguiti da antraciclina, mentre, a sua volta, l’aggiunta di carboplatino migliora il tasso di pCR rispetto allo schema con soli taxani ed antracicline. Pertanto, il vantaggio osservato nel braccio contenente sia veliparib + carboplatino vs il braccio di controllo con soli taxani e antracicline sembra in realtà imputabile al carboplatino.
Nonostante lo studio non avesse la potenza statistica per valutare l’impatto dell’aggiunta del platino a taxani e antracicline, l’entità della differenza in pCR, la consistenza nei sottogruppi e la concordanza con i risultati di altri studi rendono lo studio BrighTNess l’ennesima conferma dell’efficacia del carboplatino neoadiuvante per le pazienti con tumore triplo negativo. Resta da definire al meglio la selezione delle pazienti per questo tipo di trattamento che, tuttavia, non sembra impattare in modo importante sulla tossicità.
Resta una questione aperta l’aggiunta di un inibitore di PARP ad un backbone di chemioterapia contenente carboplatino, taxani e antracicline: sono necessari studi futuri per definire, tra gli altri aspetti, la selezione delle pazienti, il farmaco e la dose ottimali.
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