giovedì, 26 novembre 2020
Medinews
12 Ottobre 2018

A comparison of matched interim analysis publications and final analysis publications oncology clinical trials

Progression-free survival is an increasingly popular surrogate endpoint for overall survival. The strength of correlation between the two endpoints varies, raising questions about the correlation between results of interim analyses that report mature progression-free survival data with the subsequent final publication that report overall survival. We searched PubMed from 2005 to 2015 for randomized controlled trials that measured both progression-free survival and … (leggi tutto)

Le analisi ad interim sono uno strumento metodologico molto importante, in quanto consentono di interrompere una sperimentazione clinica nel caso in cui il trattamento sperimentale stia causando un danno ai pazienti, oppure nel caso opposto in cui il beneficio associato al trattamento sperimentale sia tanto grande da suggerire la chiusura anticipata dello studio, con le implicazioni che questo comporta (pubblicazione anticipata dei risultati, avvio dell’iter per l’approvazione regolatoria e la successiva disponibilità del trattamento nella pratica clinica, eventuale modifica del trattamento dei pazienti in studio). Spesso, in ambito oncologico, le analisi ad interim si basano sulla presentazione dei dati di sopravvivenza libera da progressione, e al momento dell’analisi ad interim i dati di sopravvivenza globale non sono ancora maturi, in quanto caratterizzati da un follow-up necessariamente ancora breve e da un numero di eventi troppo esiguo per consentire un’analisi solida.
L’articolo pubblicato da Annals of Oncology prende in considerazione tutti gli studi pubblicati nell’arco di tempo tra il 2000 ed il 2015, che misurassero sia la sopravvivenza libera da progressione, per i quali esista un’analisi ad interim e un’eventuale pubblicazione definitiva successiva. Gli autori hanno identificato 25 pubblicazioni di analisi ad interim seguite dalla successiva pubblicazione definitiva, e 8 pubblicazioni di analisi ad interim non ancora seguite dalla pubblicazione definitiva. Come è facile prevedere, la quasi totalità delle 33 pubblicazioni delle analisi ad interim presentava un risultato significativo in termini di sopravvivenza libera da progressione, ma solo 8 delle corrispondenti analisi finali hanno poi evidenziato un beneficio in sopravvivenza globale. La “risonanza” mediatica delle analisi ad interim è maggiore, in termini di impact factor delle riviste sulle quali l’articolo è pubblicato, e in termini di “Altmetric score”, che misura appunto l’eco della pubblicazione sui media. Tale maggiore risonanza si accompagna ad un effetto in sopravvivenza libera da progressione che è mediamente maggiore rispetto all’effetto in sopravvivenza globale documentato dalle analisi definitive. Sulla base di questi dati, gli autori sottolineano che occorre cautela nel pubblicare analisi ad interim basate sulla sola sopravvivenza libera da progressione, separatamente dai dati di sopravvivenza globale.
Ovviamente, sono molti i punti da considerare nell’interpretare questo risultato, incluso il fatto che, mentre in alcuni casi l’assenza di vantaggio in sopravvivenza non stupisce vista l’entità modesta del beneficio associato al trattamento, in altri casi il vantaggio appare rilevante dal punto di vista della dimensione del beneficio, e ad esempio il cross-over (accesso al trattamento sperimentale per i pazienti assegnati al braccio di controllo) può aver diluito significativamente le differenze di outcome. Bisogna sempre prestare attenzione comunque, quando si legge di un risultato positivo, a quale endpoint è positivo, e a quanta è l’entità del beneficio.
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