Chemotherapy plus 1-year trastuzumab is the standard adjuvant treatment for HER2-positive breast cancer. The efficacy of less extended trastuzumab exposure is under investigation. The Short-HER study was aimed to assess the non-inferiority of 9 weeks vs 1 year of adjuvant trastuzumab combined with chemotherapy. HER2-positive breast cancer patients with node-positive or, if node negative, with at least one risk factor (pT > 2cm, G3, lympho-vascular invasion … (leggi tutto)
Lo studio ShortHER, multicentrico, italiano e accademico, è uno dei 5 studi che hanno valutato la non inferiorità di una durata di trastuzumab adiuvante più breve rispetto allo standard di 1 anno, in combinazione alla chemioterapia per pazienti con carcinoma mammario HER2+. I risultati non consentono di dimostrare la non-inferiorità di 9 settimane vs 1 anno di trastuzumab, tuttavia l’approccio Bayesiano stima una probabilità pari all’80% che il braccio di trattamento più breve sia non inferiore ad 1 anno. In modo consistente con gli altri studi, la tossicità cardiaca è significativamente ridotta nel braccio di 9 settimane di trastuzumab.Il tema della de-escalation del trattamento adiuvante per le pazienti con carcinoma mammario HER2+ è centrale. L’obiettivo clinico di esporre pazienti a basso rischio a trattamenti meno tossici ma altrettanto efficaci è di assoluto interesse. Dei 5 studi di non-inferiorità, lo studio PERSEPHONE, recentemente presentato ad ASCO 2018 è l’unico a raggiungere l’endpoint primario, dimostrando la non inferiorità di 6 mesi vs 1 anno di trastuzumab. Cruciale è la selezione dei pazienti e l’identificazione di pazienti a basso rischio candidabili a trattamenti di de-escalation. In questa direzione, due abstract presentati ad ESMO 2018 indicano parametri clinici e patologici (TILs) in grado di rendere più accurata la determinazione del rischio di recidiva.