COMUNICATO STAMPA 

Aumento di ricoveri negli ospedali del territorio
VIRUS RESPIRATORIO SINCIZIALE: ANCHE IN LAZIO REPARTI SOTTO PRESSIONE
ESISTE UNA PROFILASSI PER PROTEGGERE I PIÙ PICCOLI

Il dott. Di Paolo: “Quest’anno i casi sono triplicati: utilizzo delle mascherine, disinfezione mani e attenzione a chi presenta sintomi influenzali per diminuire il contagio. Una profilassi con anticorpo monoclonale prevista per i bambini nati prematuri”.

Roma, 17 dicembre 2021 – Il virus respiratorio sinciziale mette in difficoltà anche gli ospedali del Lazio. Si presenta con tosse e raffreddore, che può evolvere in bronchiolite nei bambini più piccoli. Colpisce principalmente sotto i due anni, ma è particolarmente pericoloso per i nati prematuri. Per loro, però, esiste una profilassi. “Quest’anno i casi sono triplicati. Il reparto di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale ha tantissimi posti letto occupati per bronchioliti dovute al virus respiratorio sinciziale” afferma il dott. Ambrogio Di Paolo, neonatologo dell’Ospedale San Giovanni di Roma.

“Questo autunno non solo il virus respiratorio sinciziale è più aggressivo – sottolinea il dott. Di Paolo –, ma è anche arrivato molto prima di quanto ci aspettassimo. Solitamente si registra prima nelle regioni del Nord Italia, sia a causa delle temperature più basse sia perché è un virus migrante. A Roma arrivava a fine gennaio. Invece a settembre abbiamo già avuto i primi casi. La situazione è la stessa in tutti gli ospedali della Regione: possiamo solo cercare di gestire al meglio i piccoli ricoverati con i posti letto disponibili e i presidi a nostra disposizione. In primavera, con l’innalzamento delle temperature, il virus tenderà a scomparire.”

“Per diminuire le possibilità di contagio i genitori devono mantenere le misure di sicurezza imparate durante la pandemia: mascherine, disinfezione delle mani, con particolare attenzione a chi presenta sintomi influenzali – spiega il dott. Di Paolo –. Inoltre, quando si hanno fratellini raffreddati, le precauzioni devono aumentare. È importante ricordare che questo virus, a differenza del Covid, resta attivo sulle superfici per diverse ore, anche 5 o 6. Pertanto, l’igiene delle mani diventa fondamentale. Il primo passo da compiere quando il bambino inizia a presentare rinite, tosse, affanno e inappetenza è andare dal pediatra. Sarà il clinico  a valutare la gravità dei sintomi e a consigliare o meno di recarsi in pronto soccorso. Può succedere che, oltre al virus respiratorio sinciziale, il neonato prenda contemporaneamente altri virus: in quel caso la condizione può prolungarsi e il quadro clinico si aggrava. Normalmente il decorso è di 5/6 giorni, con una variabile soggettiva da caso per caso.”

“Fortunatamente – conclude Di Paolo – non abbiamo bambini ex-pretermine ricoverati per bronchiolite. Questi ultimi sono i più difficili da gestire, perché possono aggravarsi più facilmente per la presenza delle patologie concomitanti tipiche dei neonati pretermine. Per i piccoli  con età gestazionale uguale o inferiore alle 35 settimane,  è disponibile una profilassi con anticorpo monoclonale, che consiste in 5 somministrazioni per via intramuscolare  da effettuare una volta al mese, durante la stagione epidemica (di solito da novembre a marzo) che si è rivelata estremamente efficace nel prevenire le bronchioliti gravi da virus respiratorio sinciziale.”

 

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