COMUNICATO STAMPA

Ipertensione non controllata o resistente al trattamento – Baxdrostat ha raggiunto l’endpoint primario e tutti gli endpoint secondari nello studio di Fase III BaxHTN
Baxdrostat ha dimostrato una riduzione statisticamente significativa e clinicamente rilevante della pressione arteriosa sistolica rispetto al placebo

 

17 luglio 2025 – I risultati positivi dello Studio di Fase III BaxHTN hanno mostrato che baxdrostat a due dosaggi (2 mg e 1 mg), ha dimostrato una riduzione statisticamente significativa e clinicamente rilevante della pressione arteriosa sistolica media a riposo rispetto al placebo a 12 settimane di trattamento. Lo studio ha inoltre raggiunto con successo tutti gli endpoint secondari. I pazienti con ipertensione non controllata o resistente al trattamento hanno ricevuto baxdrostat o placebo in aggiunta alla terapia standard. Baxdrostat è risultato generalmente ben tollerato con un profilo di sicurezza favorevole.

Nel mondo, 1,3 miliardi di persone convivono con l’ipertensione1, una patologia che, quando non controllata, può aumentare il rischio di infarto, ictus, scompenso cardiaco e malattia renale 2,3. Negli Stati Uniti, circa il 50% dei pazienti ipertesi nonostante multiple terapie non riesce a mantenere controllata la propria pressione arteriosa4. Un crescente numero di evidenze indica come la disregolazione dell’aldosterone rappresenti uno dei principali meccanismi biologici alla base dell’ipertensione 5,6.

Il Prof. Bryan Williams, Chair of Medicine presso l’University College London e principal investigator dello studio, ha dichiarato: “Molte persone continuano a sperimentare difficoltà nel controllare la propria pressione arteriosa, anche quando assumono più farmaci. I risultati molto promettenti dello studio di Fase III BaxHTN dimostrano che baxdrostat, somministrato una volta al giorno in aggiunta alla terapia standard, può ridurre in modo significativo la pressione sistolica, offrendo un potenziale nuovo approccio terapeutico per il controllo dell’ipertensione, il principale fattore di rischio per le malattie cardiovascolari.”

Sharon Barr, Executive Vice President, BioPharmaceuticals R&D, ha affermato: “Siamo molto soddisfatti dei risultati dello studio di Fase III BaxHTN, che hanno mostrato una riduzione statisticamente significativa e clinicamente rilevante della pressione arteriosa sistolica. Questi dati rappresentano una solida evidenza del potenziale di baxdrostat nel rispondere a un bisogno clinico insoddisfatto agendo sulla disregolazione dell’aldosterone e introducendo un meccanismo innovativo in un ambito che non ha visto innovazioni terapeutiche significative negli ultimi vent’anni.”

BaxHTN è uno studio di Fase III, multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo e a gruppi paralleli, disegnato per valutare la sicurezza, la tollerabilità e l’efficacia di baxdrostat in pazienti con ipertensione non controllata in trattamento con due differenti farmaci antipertensivi e in pazienti con ipertensione resistente trattati con tre o più differenti farmaci antipertensivi, uno dei quali rappresentato da un diuretico7.

I dati saranno condivisi con le autorità regolatorie a livello globale e presentati in una late-breaking session al Congresso della European Society of Cardiology (ESC) nell’agosto del 2025.

Baxdrostat è un potenziale “first-in-class”, inibitore altamente selettivo dell’aldosterone sintasi (ASI), che agisce sull’ormone responsabile dell’elevata pressione arteriosa e dell’aumento del rischio cardiovascolare e renale. Attualmente baxdrostat è oggetto di studio in trial clinici in monoterapia per il trattamento dell’ipertensione8,9 arteriosa e dell’aldosteronismo primario,10 e in combinazione con dapagliflozin per la malattia renale cronica e la prevenzione dello scompenso cardiaco in pazienti ipertesi ad alto rischio.11-13

 

Note per i redattori 

Ipertensione difficile da controllare
L’ipertensione è una condizione clinica caratterizzata da livelli di pressione arteriosa sistematicamente elevati. 2,3 Nel tempo, questa condizione può danneggiare i vasi sanguigni e gli organi vitali, aumentando il rischio di gravi complicanze per la salute. 2,3 L’ipertensione difficile da controllare rappresenta ancora una significativa sfida per la salute pubblica.1 Nonostante i cambiamenti dello stile di vita e l’impiego di terapie farmacologiche multiple, una parte significativa delle persone affette da ipertensione non raggiunge i target pressori desiderati.1,4 L’ipertensione non controllata persiste nonostante il trattamento con due o più farmaci, mentre l’ipertensione resistente, una forma più severa, rimane elevata anche dopo l’impiego di tre o più farmaci antipertensivi. 2,4

Uno dei principali fattori che contribuisce all’ipertensione difficile da controllare è l’aldosterone, un ormone che contribuisce ad aumentare la pressione arteriosa favorendo la ritenzione di sodio e acqua.5,6 Livelli elevati di aldosterone, insieme a fattori come obesità, eccessivo consumo di sale e condizioni genetiche o secondarie,14 sono fortemente associati a un difficile controllo della pressione. Se non trattata adeguatamente, la condizione aumenta in modo significativo il rischio di infarto, ictus e deterioramento della funzione renale.2,3

 

Informazioni sullo Studio BaxHTN
Lo studio di Fase III BaxHTN7 si componeva di tre parti, a supporto dei seguenti endpoint: l’endpoint primario è stato valutato nel corso di un periodo di 12 settimane, randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo. Un totale di 796 pazienti è stato randomizzato in un rapporto 1:1:1 per ricevere una volta al giorno baxdrostat 2 mg, 1 mg o placebo. L’endpoint primario di efficacia era rappresentato dalla differenza nella variazione media, rispetto al basale, della pressione arteriosa sistolica a riposo alla settimana 12 tra i partecipanti trattati con baxdrostat (2 mg o 1 mg separatamente) e quelli trattati con placebo. La persistenza dell’efficacia è stata valutata durante un periodo di sospensione randomizzato tra la settimana 24 e la settimana 32: circa 300 pazienti trattati con baxdrostat 2 mg sono stati nuovamente randomizzati con un rapporto 2:1 a continuare il trattamento con baxdrostat 2 mg o a ricevere placebo per 8 settimane. La pressione arteriosa sistolica alla fine delle 8 settimane è stata confrontata tra il gruppo placebo e quello in trattamento con baxdrostat 2mg. La sicurezza a lungo termine viene valutata alla fine delle 52 settimane rispetto al braccio sottoposto allo standard di cura.

Ulteriori endpoint secondari comprendono l’effetto di baxdrostat rispetto al placebo sulla pressione arteriosa sistolica a riposo alla settimana 12 nella sottopopolazione con ipertensione resistente, l’effetto di baxdrostat, rispetto al placebo, sulla pressione arteriosa diastolica a riposo alla settimana 12, la quota di partecipanti che raggiungono una pressione arteriosa sistolica a riposo inferiore a 130 mmHg alla settimana 12 e l’incidenza di eventi avversi.

 

Informazioni su Baxdrostat
Baxdrostat è una potenziale small molecule first-in-class, altamente selettiva e potente, somministrata per via orale, che inibisce l’enzima aldosterone sintasi15, un enzima codificato dal gene CYP11B2 e responsabile della sintesi di aldosterone nella ghiandola surrenale.5 Nei trial clinici, baxdrostat ha dimostrato di ridurre in modo significativo i livelli di aldosterone, senza effetti sui livelli di cortisolo a diversi dosaggi.16,17 Baxdrostat è attualmente oggetto di studio come monoterapia per l’ipertensione7-9 e per l’aldosteronismo primario10, e in combinazione con dapagliflozin per la malattia renale cronica11,12 e la prevenzione dello scompenso cardiaco in pazienti ipertesi.13

 

Informazioni sull’impegno di AstraZeneca nelle malattie cardiovascolari, renali e metaboliche (CVRM)
Le malattie cardiovascolari, renali e metaboliche rappresentano una delle principali aree terapeutiche di AstraZeneca e un fondamentale driver di crescita per l’Azienda. Riconoscendo i bisogni clinici non soddisfatti e le sfide che milioni di pazienti nel mondo devono affrontare per convivere con queste patologie interdipendenti, l’Azienda sta investendo in un portfolio di farmaci con l’obiettivo di proteggere gli organi rallentando o fermando la progressione della malattia e infine aprire la strada per terapie rigenerative. La nostra ambizione è quella di migliorare e salvare la vita di milioni di persone, comprendendo come queste malattie interagiscano e si influenzino a vicenda e targetizzando i meccanismi alla loro base, con l’obiettivo di identificare, diagnosticare e trattare i pazienti in maniera tempestiva e più efficace

 

Informazioni su AstraZeneca Italia
AstraZeneca è un’azienda biofarmaceutica globale impegnata nella ricerca, nello sviluppo e nella commercializzazione di farmaci etici. Ci concentriamo sulla ricerca e puntiamo a essere leader in diverse aree terapeutiche: Oncologia, Malattie rare, Cardiovascolare, Metabolico e Renale, Respiratorio e Immunologico, Infettivologia. In Italia AstraZeneca conta oltre 1200 dipendenti e ha investito 59 milioni di euro in Ricerca e Sviluppo nel 2023, con più di 190 studi clinici attivi in oltre 600 centri su tutto il territorio nazionale. 

Per informazioni www.astrazeneca.it e su LinkedIn. 

 

 

Bibliografia

  1. NCD Risk Factor Collaboration (NCD-RisC). Worldwide trends in hypertension prevalence and progress in treatment and control from 1990 to 2019: a pooled analysis of 1201 population-representative studies with 104 million participants. Lancet. 2021;398(10304):957-980.
  2. McEvoy JW, et al. 2024 ESC Guidelines for the management of elevated blood pressure and hypertension. EurHeart J. 2024;45(38):3912-4018.
  3. Whelton PK, et al. 2017 ACC/AHA/AAPA/ABC/ACPM/AGS/APhA/ASH/ASPC/NMA/PCNA Guideline for the Prevention, Detection, Evaluation, and Management of High Blood Pressure in Adults: Executive Summary: A Report of the American College of Cardiology/American Heart Association Task Force on Clinical Practice Guidelines. Hypertension. 2018;71(6):1269-1324.
  4. Carey RM, et al. Prevalence of apparent treatment-resistant hypertension in the United States: comparison of the 2008 and 2018 American Heart Association scientific statements on resistant hypertension [including online supplement]. Hypertension. 2019;73(2):424-431.
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  7. gov. A Study to Investigate the Efficacy and Safety of Baxdrostat in Participants With Uncontrolled Hypertension on Two or More Medications Including Participants With Resistant Hypertension (BaxHTN). Available at: https://clinicaltrials.gov/study/NCT06034743. Accessed June 2025.
  8. gov. A Study to Investigate the Effect of Baxdrostat on Ambulatory Blood Pressure in Participants With Resistant Hypertension (Bax24). Available at: https://clinicaltrials.gov/study/NCT06168409. Accessed June 2025.
  9. gov. A Study to Investigate the Efficacy and Safety of Baxdrostat in Participants With Uncontrolled Hypertension on Two or More Medications Including Participants With Resistant Hypertension (BaxAsia). Available at: https://clinicaltrials.gov/study/NCT06344104. Accessed June 2025.
  10. gov. A Study to Assess Efficacy and Safety of Baxdrostat in Participants With Primary Aldosteronism (BaxPA). Available at: https://clinicaltrials.gov/study/NCT07007793. Accessed June 2025.
  11. gov. A Phase III Renal Outcomes and Cardiovascular Mortality Study to Investigate the Efficacy and Safety of Baxdrostat in Combination With Dapagliflozin in Participants With Chronic Kidney Disease and High Blood Pressure (BaxDuo-Pacific). Available at: https://clinicaltrials.gov/study/NCT06742723. Accessed June 2025.
  12. gov. A Phase III Study to Investigate the Efficacy and Safety of Baxdrostat in Combination With Dapagliflozin on CKD Progression in Participants With CKD and High Blood Pressure. Available at: https://clinicaltrials.gov/study/NCT06268873. Accessed June 2025.
  13. gov. A Phase III Study Investigating Heart Failure and Cardiovascular Death With Baxdrostat in Combination With Dapagliflozin (Prevent-HF). ClinicalTrials.gov identifier: NCT06677060. Available at: https://clinicaltrials.gov/study/NCT06677060. Accessed June 2025.
  14. van Oort S, et al. Association of cardiovascular risk factors and lifestyle behaviors with hypertension: a mendelian randomization study. Hypertension. 2020;76(6):1971-1979.
  15. Bogman K, et al. Preclinical and early clinical profile of a highly selective and potent oral inhibitor of aldosterone synthase (CYP11B2). Hypertension. 2017;69:189-96.
  16. Freeman, MW et al. Results from a phase 1, randomized, double-blind, multiple ascending dose study characterizing the pharmacokinetics and demonstrating the safety and selectivity of the aldosterone synthase inhibitor baxdrostat in healthy volunteers. Hypertens Res. 2023;(46)108–118.
  17. Freeman MW, et al. Phase 2 Trial of Baxdrostat for Treatment-Resistant Hypertension. NEJM. 2023;388:395-405.