COMUNICATO STAMPA

L’allarme della FIMP giunto alla vigilia del ritorno alle disposizioni pre-pandemia

COVID-19, PEDIATRI DI FAMIGLIA: “RICETTA DEMATERIALIZZATA A RISCHIO CON LA FINE DELL’EMERGENZA. NO A PASSI INDIETRO”

Il Presidente D’Avino: “La fine delle imposizioni di legge, peraltro in uno scenario di ripresa dei contagi, porterebbe nuovamente ad affollare i nostri studi per la stampa del promemoria prescrittivo. È necessario evitare che da domani l’unica eredità positiva del Covid si spenga, a spese delle famiglie e anche dei Pediatri di Libera Scelta. I genitori perderebbero tempo in sala d’attesa, con il rischio di ammalarsi e diventare vettori del virus”

Roma, 31 marzo 2022 – “La ricetta dematerializzata, unica eredità positiva del Covid-19, deve restare. Con la fine dell’emergenza e delle imposizioni di legge, da domani potremmo tornare a vedere le file negli studi dei Pediatri di Libera Scelta, solo per ottenere la stampa della prescrizione farmaceutica o dell’accertamento diagnostico. Non possiamo permetterci, peraltro in un momento di ripresa dei contagi, di perdere una risorsa così strategica per la salute dei bambini e delle loro famiglie, per il contenimento del virus e per l’ottimizzazione del lavoro nei nostri studi”. Questo l’allarme di Antonio D’Avino, Presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP), alla vigilia della fine dello Stato d’Emergenza.

“Condividiamo la richiesta della FIMMG e del suo Presidente Silvestro Scotti – conclude D’Avino – nel richiedere un’ordinanza immediata della Protezione Civile che consenta almeno di prorogare la possibilità di dematerializzare le ricette SSN. Le attuali procedure sulla prescrizione elettronica, in attesa che anni di confronti sull’implementazione del fascicolo sanitario elettronico diano i loro frutti, ci consentono e speriamo ci consentiranno ancora, di risparmiare ai cittadini lunghe attese nei nostri studi e inutili rischi di contagio, ma anche di evitare la stampa di milioni di ricette cartacee. Un altro modo per stare nel futuro della Sanità, contemplando anche l’impronta ambientale di chi vi opera”.

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