COMUNICATO STAMPA

Nivolumab in associazione a cabozantinib mostra un beneficio duraturo in termini di sopravvivenza con oltre due anni di follow-up nel trattamento di prima linea di pazienti con carcinoma a cellule renali avanzato nello studio CheckMate -9ER

I risultati aggiornati presentati all’ASCO GU 2022 mostrano benefici duraturi di efficacia con nivolumab in associazione a cabozantinib rispetto a sunitinib.

In un’analisi separata del CheckMate -9ER, i pazienti trattati con nivolumab in associazione a cabozantinib continuano a riportare miglioramenti della qualità di vita correlata allo stato di salute. 

Il profilo di sicurezza identificato in questo follow-up più lungo nello studio
CheckMate -9ER è in linea con quanto osservato in precedenza per nivolumab e
cabozantinib.
 

(Roma e Milano, 16 febbraio 2022) – Bristol Myers Squibb e Ipsen annunciano i risultati del follow-up a due anni (minimo 25,4 mesi; mediana di 32,9 mesi) dalle analisi dello studio di fase 3 CheckMate -9ER, dimostrando benefici duraturi di sopravvivenza e tassi di risposta, oltre a miglioramenti della qualità di vita correlata allo stato di salute, con l’associazione di nivolumab e cabozantinib rispetto a sunitinib nel trattamento di prima linea del carcinoma a cellule renali avanzato (RCC). Questi risultati aggiornati saranno presentati in due poster al Genitourinary Cancers Symposium dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO) 2022, dal 17 al 19 febbraio 2022.1
 “I nuovi dati dallo studio CheckMate -9ER, che valutano nivolumab e cabozantinib, sono significativi per i pazienti con carcinoma a cellule renali avanzato di prima linea perché forniscono ulteriore prova dei benefici di efficacia oltre a risultati favorevoli sulla qualità di vita riferita dai pazienti trattati con questa associazione,” afferma Toni Choueiri, M.D., Direttore del Lank Center for Genitourinary Oncology al Dana-Farber Cancer Institute e Jerome e Nancy Kohlberg Professor of Medicine alla Harvard Medical School. “Come medici, siamo continuamente alla ricerca di terapie che possano aiutare sempre più pazienti a gestire la malattia senza riportare un peggioramento nella loro qualità di vita.”
 
Abstract #350: Final overall survival analysis and organ-specific target lesion assessments with 2-year follow-up in CheckMate -9ER: nivolumab plus cabozantinib vs sunitinib for patients with advanced renal cell carcinoma (Powles, et. al.)2

  Con un follow-up mediano di 32,9 mesi (minimo 25,4 mesi), nivolumab in associazione a cabozantinib (n=323) continua a mostrare una superiorità in sopravvivenza globale (OS), sopravvivenza libera da progressione (PFS), tasso di risposta obiettiva (ORR), durata della risposta (DoR) e risposta completa (CR) rispetto a sunitinib (n=328). Non sono emersi nuovi segnali di sicurezza con l’estensione del follow-up.
Nella popolazione globale dello studio:
  • OS: All’analisi finale della OS, nivolumab in associazione a cabozantinib ha continuato a mostrare miglioramenti clinicamente significativi nella OS mediana (37,7 mesi vs. 34,3 mesi), e ha dimostrato una riduzione del 30% del rischio di morte (Hazard Ratio [HR] 0,70; 95% Intervallo di Confidenza [IC]: 0,55 – 0,90) rispetto a sunitinib.
  • PFS: i benefici della PFS sono stati mantenuti, con l’associazione che continua a raddoppiare la PFS mediana rispetto a sunitinib (16,6 mesi vs. 8,3 mesi, rispettivamente; HR 0,56; IC 95%: 0,46 – 0,68).
  • ORR e DoR: I benefici di ORR sono stati sostenuti, con quasi il doppio dei pazienti che risponde a nivolumab in associazione a cabozantinib vs sunitinib (55,7% vs 28,4%). Le risposte erano anche più durature con la combinazione, con una DoR mediana di 23,1 mesi, rispetto a 15,1 mesi con sunitinib.
  • CR: i tassi di CR sono più che raddoppiati tra i pazienti trattati con l’associazione, con il 12,4% che hanno raggiunto una CR rispetto al 5,2% di quelli trattati con sunitinib.
  • DCR: i vantaggi in termini di DCR con la combinazione rispetto a sunitinib si sono conservati con l’aumentare del follow-up (88,2% vs 69,3%).
  • Sicurezza: il 97,2% dei pazienti trattati con nivolumab più cabozantinib (n=320) ha sviluppato eventi avversi correlati al trattamento (TRAE) di qualsiasi grado, rispetto al 93,1% dei pazienti trattati con sunitinib (n=320); il 65,0% vs. 54,1% ha presentato rispettivamente un TRAE di grado ≥3.
Inoltre, in un’analisi esploratoria della profondità delle risposte nelle lesioni target per sito d’organo, una percentuale più elevata di pazienti ha sperimentato vantaggi in termini di riduzione del tumore con nivolumab in associazione a cabozantinib rispetto a sunitinib nelle lesioni target a livello di polmone (90,5% vs. 76,0%), linfonodi (88,4% vs. 7,6%), rene (89,0% vs. 71,6%), fegato (72,7% vs. 53,8%) e osso (85,2% vs. 65,0%).

Abstract #323: Health-related quality of life (HRQoL) in previously untreated patients with advanced renal cell carcinoma (aRCC): CheckMate -9ER updated results. (Cella, et. al.)3
 
In un’analisi separata dello studio CheckMate -9ER con un follow-up mediano di 32,9 mesi, i pazienti hanno continuato a riportare benefici clinicamente significativi nella qualità di vita correlata allo stato di salute (HRQoL) con nivolumab in associazione a cabozantinib rispetto a sunitinib. I punteggi di HRQoL sono migliorati o mantenuti nel tempo tra i pazienti trattati con l’associazione, mentre una riduzione dei punteggi è stata osservata con sunitinib. Inoltre, coloro che hanno ricevuto nivolumab in associazione a cabozantinib avevano il 48% in meno di probabilità di essere particolarmente disturbati dagli effetti collaterali del trattamento rispetto ai pazienti nel braccio di sunitinib. Questi outcome esplorativi sono stati misurati utilizzando il Functional Assessment of Cancer Therapy Kidney Symptom Index-19 (FKSI-19), uno strumento specifico per misurare la qualità di vita in pazienti con tumore del rene, ed il questionario EQ-5D-3L.

   “I risultati di queste analisi dello studio CheckMate -9ER forniscono ulteriori evidenze cliniche a supporto di nivolumab in associazione a cabozantinib come importante trattamento di prima linea per i pazienti con carcinoma a cellule renali avanzato che possono beneficiare di un regime di immunoterapia più un inibitore delle tirosin-chinasi,” afferma Dana Walker, M.D., M.S.C.E., vice president, development program lead, genitourinary cancers, Bristol Myers Squibb. “Questi risultati esemplificano la natura collaborativa del nostro approccio alla ricerca e sviluppo, e dimostrano come stiamo lavorando nel panorama sanitario per esplorare come le nostre terapie potrebbero funzionare con meccanismi di azione potenzialmente complementari per aiutare più pazienti a raggiungere risultati migliori e più duraturi.
  Steven Hildemann, M.D. Ph.D., Executive Vice President, Chief Medical Officer, Head of Global Medical Affairs and Global Patient Safety, Ipsen, afferma: “Questi nuovi dati dello studio CheckMate -9ER si basano sui benefici di efficacia sostenuta precedentemente dimostrati con l’associazione di cabozantinib e nivolumab in tutti i gruppi di pazienti a rischio. Siamo felici di vedere che questi benefici di sopravvivenza duraturi sono ulteriormente supportati da un continuo mantenimento della qualità della vita correlata alla salute. La valutazione della prospettiva del paziente è stata elemento integrante delle analisi dello studio CheckMate -9ER, assicurando che i dati siano rappresentativi della popolazione di pazienti e delle loro priorità. Con questo crescente corpo di evidenze per l’associazione di cabozantinib e nivolumab, siamo fiduciosi del potenziale che possono avere questi dati in contesti reali, in tutto il mondo.
   Bristol Myers Squibb e Ipsen ringraziano i pazienti e gli sperimentatori coinvolti nello studio clinico CheckMate -9ER.

Lo studio CheckMate -9ER
CheckMate -9ER è uno studio in aperto, randomizzato, multicentrico, di fase 3, che valuta pazienti con carcinoma a cellule renali (RCC) avanzato o metastatico non precedentemente trattato.
In totale, 651 pazienti (23% a rischio favorevole, 58% a rischio intermedio, 20% a rischio sfavorevole; 25% PD-L1≥1%) sono stati randomizzati a ricevere nivolumab più cabozantinib (n=323) vs. sunitinib (n=328). L’endpoint primario è la sopravvivenza libera da progressione (PFS). Endpoint secondari includono la sopravvivenza globale (OS) e il tasso di risposta obiettiva (ORR). L’analisi primaria di efficacia confronta la terapia di combinazione rispetto a sunitinib in tutti i pazienti randomizzati. Lo studio è sponsorizzato da Bristol Myers Squibb e Ono Pharmaceutical Co e co-finanziato da Exelixis, Ipsen e Takeda Pharmaceutical Company Limited.

Il carcinoma a cellule renali
Il carcinoma a cellule renali (RCC) è il più comune tipo di tumore del rene negli adulti, che conta più di 431.000 nuovi casi e 179.000 morti nel mondo ogni anno.4,5 Il carcinoma a cellule renali è circa due volte più comune negli uomini che nelle donne, con i più alti tassi di malattia in Nord America e in Europa.5 Il tasso di sopravvivenza a cinque anni nei pazienti con diagnosi di tumore del rene metastatico o avanzato è del 13.9%.6

Bristol Myers Squibb: creare un futuro migliore per i pazienti con cancro­
Bristol Myers Squibb è ispirata da un’unica visione: trasformare la vita delle persone attraverso la scienza. L’obiettivo della ricerca oncologica di Bristol Myers Squibb è rendere disponibili farmaci che offrano ad ogni paziente una vita migliore e più sana e rendere la cura una possibilità. Forti dell’esperienza ereditata nel trattamento di diverse tipologie di tumore che hanno cambiato l’aspettativa di sopravvivenza per molti pazienti, la ricerca di Bristol Myers Squibb sta esplorando nuove frontiere nella medicina personalizzata e, attraverso innovative piattaforme digitali, sta affinando le conoscenze per essere sempre più focalizzata sui propri obiettivi. La profonda esperienza scientifica, le capacità all’avanguardia e le piattaforme di ricerca permettono a Bristol Myers Squibb di osservare il cancro da ogni angolazione. Il tumore può avere un forte impatto su molti aspetti della vita di un paziente e Bristol Myers Squibb si impegna a intraprendere azioni per affrontare ogni aspetto della cura, dalla diagnosi alla sopravvivenza. Da azienda leader nella cura del cancro, Bristol Myers Squibb sta lavorando affinché tutti i pazienti con cancro possano avere un futuro migliore.

Nivolumab
Nivolumab è un inibitore del checkpoint immunitario PD-1, che è stato progettato per potenziare il nostro sistema immunitario al fine di ristabilire la risposta immunitaria anti-tumorale. Rinforzando il nostro sistema immunitario contro il cancro, nivolumab è divenuto un’importante opzione di trattamento per molti tipi di tumore.
Il programma globale di sviluppo di nivolumab si basa sulle conoscenze scientifiche di Bristol Myers Squibb nel campo dell’immuno-oncologia e include un’ampia gamma di studi clinici, in tutte le fasi della sperimentazione, compresa la fase 3, in molti tipi di tumori. Ad oggi, nel programma di sviluppo clinico di nivolumab sono stati arruolati più di 35.000 pazienti. Gli studi clinici con nivolumab hanno contribuito ad approfondire le conoscenze sul potenziale ruolo dei biomarcatori nella cura dei pazienti, in particolare nel modo in cui essi possano beneficiare di nivolumab trasversalmente ai livelli di espressione di PD-L1.
A luglio 2014, nivolumab è stato il primo inibitore del checkpoint immunitario PD-1 al mondo ad aver ottenuto l’approvazione dalle Autorità Regolatorie. Attualmente è approvato in più di 65 Paesi, inclusi gli Stati Uniti, l’Unione Europea, il Giappone e la Cina. A ottobre 2015, la combinazione di nivolumab e ipilimumab è stato il primo regime in campo immuno-oncologico a ricevere l’approvazione dalle Autorità Regolatorie per il trattamento del melanoma metastatico ed è attualmente approvata in più di 50 Paesi, inclusi gli Stati Uniti e l’Unione Europea.

Cabozantinib
Negli Stati Uniti, cabozantinib in compresse è approvato per il trattamento di pazienti con carcinoma a cellule renali avanzato (RCC); per il trattamento di pazienti con carcinoma epatocellulare precedentemente trattati con sorafenib; per i pazienti con carcinoma a cellule renali avanzato (RCC) come trattamento di prima linea in combinazione con nivolumab; e per pazienti adulti e pediatrici di età pari o superiore a 12 anni con DTC localmente avanzato o metastatico che è progredito dopo una precedente terapia VEGFR-mirata e che sono refrattari allo iodio radioattivo o non idonei. Al di fuori degli Stati Uniti, cabozantinib è attualmente approvato in 60 paesi, compresi gli stati membri dell’Unione Europea, la Gran Bretagna, la Norvegia, l’Islanda, l’Australia, la Nuova Zelanda, la Svizzera, la Corea del Sud, Canada, il Brasile, Taiwan, Hong Kong, Singapore, Macao, la Giordania, il Libano, la Federazione Russa, l’Ucraina, la Turchia, gli Emirati Arabi Uniti (UAE), l’Arabia Saudita, la Serbia, Israele, il Messico, il Cile, il Perù, Panama, il Guatemala, la Repubblica Dominicana, l’Ecuador, la Thailandia, la Malesia, la Colombia e l’Egitto in monoterapia per il trattamento del RCC avanzato negli adulti che hanno ricevuto una precedente terapia VEGF-mirata; negli stati membri dell’Unione Europea, la Gran Bretagna, la Norvegia, Islanda, Canada, Australia, Nuova Zelanda, Brasile, Taiwan, Hong Kong, Singapore, Libano, la Giordania, la Federazione Russa, l’Ucraina, la Turchia, gli Emirati Arabi Uniti, l’Arabia Saudita, Israele, la Serbia, il Messico, il Cile, il Perù, Panama, Guatemala, la Repubblica Dominicana, l’Ecuador, la Thailandia, l’Egitto e la Malesia in monoterapia per RCC avanzato precedentemente non trattato a rischio intermedio o basso; e negli stati membri dell’Unione Europea, la Gran Bretagna, la Norvegia, l’Islanda, il Canada, l’Australia, la Svizzera, l’Arabia Saudita, la Serbia, Israele, Taiwan, Hong Kong, la Corea del Sud, Singapore, la Giordania, la Federazione Russa, l’Ucraina, la Turchia, il Libano, gli Emirati Arabi Uniti, il Perù, Panama, il Guatemala, il Cile, la Repubblica Dominicana, l’Ecuador, la Thailandia, il Brasile, la Nuova Zelanda, l’Egitto e la Malesia in monoterapia per HCC in adulti precedentemente trattati con sorafenib. Cabozantinib è approvato anche in combinazione con nivolumab come trattamento di prima linea per le persone che vivono con carcinoma a cellule renali avanzato (RCC), negli stati membri dell’Unione Europea, Gran Bretagna, Norvegia, Islanda, Svizzera, Taiwan, Singapore, Emirati Arabi Uniti, Australia, Cile, Israele e Federazione Russa.
   Le raccomandazioni dettagliate per l’uso di cabozantinib sono descritte nel Riassunto delle caratteristiche del prodotto (UE SmPC) e nel U.S. Prescribing Information (USPI).
Ipsen ha i diritti esclusivi per la commercializzazione di Cabozantinib al di fuori degli Stati Uniti e del Giappone. Cabozantinib è commercializzato da Exelixis, Inc. negli Stati Uniti e da Takeda Pharmaceutical Company Limited in Giappone. Cabozantinib è un marchio registrato di Exelixis, Inc.

La collaborazione tra Bristol Myers Squibb e Ono Pharmaceutical
Nel 2011, grazie a un accordo di collaborazione con Ono Pharmaceutical Co., Bristol Myers Squibb ha esteso i diritti di sviluppo e commercializzazione di nivolumab in tutto il mondo esclusi Giappone, Corea del Sud e Taiwan, dove Ono mantiene tutti i diritti sul farmaco. Il 23 luglio 2014, Bristol Myers Squibb e Ono hanno ulteriormente ampliato l’accordo di collaborazione strategica per sviluppare e commercializzare congiuntamente molteplici immunoterapie – sia come singoli farmaci che come regimi di combinazione – per il trattamento dei pazienti con cancro in Giappone, Corea del Sud e Taiwan.

Bristol Myers Squibb
Bristol Myers Squibb è un’azienda bio-farmaceutica globale, la cui mission è scoprire, sviluppare e rendere disponibili farmaci innovativi che aiutino i pazienti a combattere gravi malattie. Maggiori informazioni sono disponibili sui siti  www.bms.com e www.bms.it o su LinkedIn, Twitter, YouTube, Facebook e Instagram.
Celgene e Juno Therapeutics sono sussidiari di Bristol Myers Squibb, che ne detiene la titolarità. In alcuni Paesi fuori dagli Stati Uniti, secondo le legislazioni locali, Celgene e JunoTherapeutics sono considerate compagnie di Bristol Myers Squibb.

Ipsen
Ipsen è un’azienda biofarmaceutica internazionale di medie dimensioni, focalizzata sullo sviluppo di soluzioni innovative in oncologia, neurologia e malattie rare; ed è presente anche nel settore Consumer Healthcare. Con un fatturato di più di 2,5 miliardi di euro nel 2020, Ipsen commercializza più di 20 farmaci in oltre 115 Paesi con una presenza commerciale in oltre 30 Paesi. La Ricerca e Sviluppo di Ipsen è basata sull’utilizzo di piattaforme tecnologiche innovative e differenziate presenti all’interno dei maggiori centri biotecnologici e di life sciences (Paris-Saclay, Francia; Oxford, U.K.; Cambridge, U.S., Shangai, Cina). Il Gruppo impiega circa 5.700 dipendenti a livello globale. Ipsen è quotata in borsa a Parigi (Euronext: IPN) e negli Stati Uniti attraverso uno Sponsored Level I American Depositary Receipt program (ADR: IPSEY). Per maggiori informazioni www.ipsen.com


Per informazioni

Ipsen
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Communication and Patient Advocacy Manager
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Ufficio stampa
Intermedia
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Bibliografia  
  1. ASCO Meetings. Attend | Genitourinary Cancers Symposium. Last accessed: January 2022. Available from: https://conferences.asco.org/gu/attend
  2. Powles et al., ASCO-GU 2022. Final overall survival analysis and organ-specific target lesion assessments with 2-year follow-up in CheckMate -9ER: nivolumab plus cabozantinib vs sunitinib for patients with advanced renal cell carcinoma.
  3. Cella, et al., ASCO-GU 2022. Health-related quality of life (HRQoL) in previously untreated patients with advanced renal cell carcinoma (aRCC): CheckMate -9ER updated results.
  4. American Cancer Society. What Is Kidney Cancer? Last accessed: January 2022. Available from: https://www.cancer.org/cancer/kidney-cancer/about/what-is-kidney-cancer.html
  5. GLOBOCAN 2020. Kidney. Last accessed: January 2022. Available from: https://gco.iarc.fr/today/data/factsheets/cancers/29-Kidney-fact-sheet.pdf
  6. Cancer Stat Facts: Kidney and Renal Pelvis Cancer. Last accessed: January 2022. Available from: https://seer.cancer.gov/statfacts/html/kidrp.html