COMUNICATO STAMPA
Bristol Myers Squibb ottiene l’approvazione della Commissione Europea per nivolumab in associazione a chemioterapia per i pazienti con adenocarcinoma dello stomaco, della giunzione gastro-esofagea o dell’esofago, HER2 negativo, avanzato o metastatico, i cui tumori esprimono PD-L1 con un punteggio positivo combinato (CPS) ≥ 5
L’approvazione si basa sui risultati positivi dello studio di Fase 3 CheckMate -649
Nivolumab in associazione a chemioterapia è il primo regime terapeutico che dimostra sopravvivenza globale e sopravvivenza libera da progressione superiori rispetto alla sola chemioterapia in questa popolazione di pazienti
(Roma, 27 ottobre 2021) – Bristol Myers Squibb annuncia che la Commissione Europea (EC) ha approvato nivolumab in associazione a chemioterapia di combinazione a base di fluoropirimidina e platino per il trattamento in prima linea di pazienti adulti con adenocarcinoma dello stomaco, della giunzione gastro-esofagea (GEJ) o dell’esofago (EAC), HER2 negativo, avanzato o metastatico i cui tumori esprimono PD-L1 con un punteggio positivo combinato (CPS) ≥ 5.
La decisione della Commissione Europea si basa sui risultati dello studio di Fase 3 CheckMate -649, in cui il trattamento di prima linea con nivolumab più leucovorin, 5-fluorouracile e oxaliplatino (FOLFOX) o capecitabina e oxaliplatino (CapeOX) è stato confrontato con la sola chemioterapia. I risultati dello studio hanno mostrato un miglioramento statisticamente significativo e clinicamente rilevante in sopravvivenza globale (OS) e in sopravvivenza libera da progressione (PFS) nei pazienti con tumore gastrico (GC), della giunzione gastro-esofagea (GEJC) o dell’esofago (EAC), non resecabile, avanzato o metastatico, i cui tumori esprimono PD-L1 con un punteggio positivo combinato CPS ≥ 5 (endpoint primario dello studio). Il beneficio statisticamente significativo di sopravvivenza globale mostrato da nivolumab in associazione a chemioterapia è stato anche osservato nei pazienti PD-L1 positivi con CPS ≥ 1 e in tutta la popolazione randomizzata. Il profilo di sicurezza di nivolumab in associazione a chemioterapia nello studio CheckMate -649 era coerente con i profili di sicurezza noti nei singoli trattamenti.
“L’approvazione costituisce un grande traguardo per molti pazienti con adenocarcinoma dello stomaco, della giunzione gastro-esofagea e dell’esofago, che avranno ora a disposizione una nuova opzione terapeutica che ha dimostrato una maggiore sopravvivenza globale rispetto al tradizionale standard di cura” afferma Ian M. Waxman, M.D., development lead, gastrointestinal cancers, Bristol Myers Squibb. “Dopo i limitati progressi degli ultimi dieci anni nei tumori gastrici HER2 negativi, siamo particolarmente contenti di contribuire all’avanzamento in questo campo con l’introduzione della combinazione a base di nivolumab per i pazienti dell’Unione Europea.”
L’approvazione della Commissione Europea permette di utilizzare nivolumab in associazione a chemioterapia di combinazione a base di fluoropirimidina e platino per il trattamento in prima linea di pazienti adulti con tumore gastrico, della giunzione gastro-esofagea (GEJ) o adenocarcinoma dell’esofago (EAC), HER2 negativo, avanzato o metastatico, i cui tumori esprimono PD-L1 con un punteggio positivo combinato (CPS) ≥ 5 nei 27 Stati membri dell’Unione Europea, in Islanda, in Liechtenstein e in Norvegia.
Risultati di efficacia e sicurezza nei pazienti con PD-L1 CPS ≥ 5 dello studio CheckMate -649
I risultati del CheckMate -649 comprendono:
- Sopravvivenza globale (follow‑up minimo 19,4 mesi): OS mediana era 14,4 mesi nei pazienti trattati con nivolumab in associazione a chemioterapia (intervallo di confidenza [CI] 95%: 13,1-16,3) rispetto a 11,1 mesi (95% CI: 10,0-12,1) nei pazienti trattati con la sola chemioterapia (rapporto di rischio [HR] 0,69; 95% CI: 0,60-0,81).
- Sopravvivenza libera da progressione (follow‑up minimo 19,4 mesi): PFS mediana era 8,31 mesi nei pazienti trattati con nivolumab in associazione a chemioterapia (95% CI: 7,03-9,26) vs. 6,05 mesi (95% CI: 5,55-6,90) nei pazienti trattati con la sola chemioterapia (HR = 0,68; 95% CI: 0,59-0,79).
- Sicurezza: le reazioni avverse più frequenti erano neuropatia periferica (53%), nausea (48%), stanchezza (44%), diarrea (39%), vomito (31%), appetito ridotto (29%), dolore addominale (27%), stipsi (25%), dolore muscoloscheletrico (20%), piressia (19%), eruzione cutanea (18%), stomatite (17%), sindrome da eritrodisestesia palmo-plantare (13%), tosse (13%), edema (compreso edema periferico) (12%), cefalea (11%) e infezione delle vie respiratorie superiori (10%).
Lo studio CheckMate -649
CheckMate -649 è uno studio di Fase 3 randomizzato, multicentrico, in aperto per la valutazione di nivolumab in associazione a chemioterapia o della combinazione di nivolumab e ipilimumab rispetto alla sola chemioterapia, nei pazienti con tumore gastrico, della giunzione gastro-esofagea o adenocarcinoma dell’esofago, non precedentemente trattato, non HER2 positivo, avanzato o metastatico. I pazienti nel braccio con nivolumab in associazione a chemioterapia sono stati trattati con nivolumab 360 mg più capecitabina e oxaliplatino (CapeOX) ogni tre settimane oppure nivolumab 240 mg più 5-fluorouracile, leucovorin e oxaliplatino (FOLFOX) ogni due settimane. I pazienti nel braccio con nivolumab e ipilimumab sono stati trattati con nivolumab 1 mg/kg più ipilimumab 3 mg/kg ogni tre settimane per quattro cicli, seguiti da nivolumab 240 mg ogni due settimane. I pazienti nel braccio con chemioterapia sono stati trattati con FOLFOX o CapeOX ogni due o tre settimane, rispettivamente. Tutti i pazienti hanno continuato la terapia per due anni o fino a progressione di malattia, tossicità inaccettabile o revoca del consenso. Gli endpoint primari dello studio sono la sopravvivenza globale (OS) nei pazienti con PD-L1 positivo con un punteggio positivo combinato (CPS) ≥ 5 trattati con nivolumab in associazione a chemioterapia, e la sopravvivenza libera da progressione, valutate da una Revisione Centrale Indipendente In Cieco (BICR), nei pazienti con CPS ≥ 5 trattati con nivolumab in associazione a chemioterapia rispetto alla sola chemioterapia. Gli endpoint secondari comprendono la sopravvivenza globale nei pazienti con CPS ≥ 1 e in tutti i pazienti randomizzati trattati con nivolumab in associazione a chemioterapia, oltre a sopravvivenza globale e tempo al peggioramento dei sintomi (TTSD) nei pazienti trattati con nivolumab più ipilimumab rispetto alla sola chemioterapia.
Il tumore gastrico
Il tumore gastrico, conosciuto anche come tumore dello stomaco, è la quinta neoplasia più comune e la quarta causa di morte per tumore nel mondo, con più di 1.000.000 di nuovi casi e circa 770.000 decessi nel 2020. Numerosi tumori possono essere classificati come gastrici, tra cui quelli che si formano nella giunzione gastro-esofagea, l’area del tratto digerente di connessione tra esofago e stomaco. Anche se il tumore della giunzione gastro-esofagea ha una prevalenza minore rispetto al tumore gastrico, esso è in continuo aumento.
Il tumore dell’esofago
Il tumore dell’esofago è il settimo tumore più comune e la sesta causa di morte per tumore a livello mondiale, con circa 600.000 nuovi casi e più di 540.000 decessi nel 2020. I due tipi più comuni di tumore dell’esofago sono il carcinoma a cellule squamose e l’adenocarcinoma, che rappresentano rispettivamente circa l’85% e il 15% di tutti i tumori esofagei, anche se l’istologia del tumore dell’esofago può variare in base alla regione, con il più alto tasso di adenocarcinoma dell’esofago nel Nord America (65%) ed Europa (~40%).
Bristol Myers Squibb: creare un futuro migliore per i pazienti con cancro
Bristol Myers Squibb è ispirata da un’unica visione: trasformare la vita delle persone attraverso la scienza. L’obiettivo della ricerca oncologica di Bristol Myers Squibb è rendere disponibili farmaci che offrano ad ogni paziente una vita migliore e più sana e rendere la cura una possibilità. Forti dell’esperienza ereditata nel trattamento di diverse tipologie di tumore che hanno cambiato l’aspettativa di sopravvivenza per molti pazienti, la ricerca di Bristol Myers Squibb sta esplorando nuove frontiere nella medicina personalizzata e, attraverso innovative piattaforme digitali, sta affinando le conoscenze per essere sempre più focalizzata sui propri obiettivi. La profonda esperienza scientifica, le capacità all’avanguardia e le piattaforme di ricerca permettono a Bristol Myers Squibb di osservare il cancro da ogni angolazione. Il tumore può avere un forte impatto su molti aspetti della vita di un paziente e Bristol Myers Squibb si impegna a intraprendere azioni per affrontare ogni aspetto della cura, dalla diagnosi alla sopravvivenza. Da azienda leader nella cura del cancro, Bristol Myers Squibb sta lavorando affinché tutti i pazienti con cancro possano avere un futuro migliore.
Nivolumab
Nivolumab è un inibitore del checkpoint immunitario PD-1, che è stato progettato per potenziare il sistema immunitario al fine di ristabilire la risposta immunitaria anti-tumorale. Rinforzando il sistema immunitario contro il cancro, nivolumab è divenuto un’importante opzione di trattamento per molti tipi di tumore. Il programma globale di sviluppo di nivolumab si basa sulle conoscenze scientifiche di Bristol Myers Squibb nel campo dell’immuno-oncologia e include un’ampia gamma di studi clinici, in tutte le fasi della sperimentazione, compresa la fase 3, in molti tipi di tumori. Ad oggi, nel programma di sviluppo clinico di nivolumab sono stati trattati più di 35.000 pazienti. Gli studi clinici di nivolumab hanno contribuito ad approfondire le conoscenze sul potenziale ruolo dei biomarcatori nella cura dei pazienti, in particolare nel modo in cui essi possano beneficiare di nivolumab trasversalmente ai livelli di espressione di PD-L1.
A luglio 2014, nivolumab è stato il primo inibitore del checkpoint immunitario PD-1 al mondo ad aver ottenuto l’approvazione dalle Autorità Regolatorie. Attualmente è approvato in più di 65 Paesi, inclusi gli Stati Uniti, l’Unione Europea, il Giappone e la Cina. A ottobre 2015, la combinazione di nivolumab e ipilimumab è stato il primo regime in campo immuno-oncologico a ricevere l’approvazione dalle Autorità Regolatorie per il trattamento del melanoma metastatico ed è attualmente approvata in più di 50 Paesi, inclusi gli Stati Uniti e l’Unione Europea.
Ipilimumab
Ipilimumab è un anticorpo monoclonale ricombinante umano, che si lega a CTLA-4 (cytotoxic T-lymphocyte-associated antigen-4). CTLA-4 è un regolatore negativo dell’attività delle cellule T. Ipilimumab si lega a CTLA-4 e blocca l’interazione di CTLA-4 con i suoi ligandi, CD80/CD86. È dimostrato che il blocco di CTLA-4 aumenta l’attivazione e la proliferazione delle cellule T, comprese le cellule T effettrici infiltranti il tumore. L’inibizione del segnale CTLA-4 può anche ridurre la funzione delle cellule T regolatorie, che può contribuire a sua volta a un generale aumento della risposta delle cellule T, tra cui anche la risposta immune anti-tumorale. Il 25 marzo 2011, la Food and Drug Administration (FDA) statunitense ha approvato la monoterapia con ipilimumab 3 mg/kg per i pazienti con melanoma non operabile o metastatico. Ipilimumab è approvato per queste stesse indicazioni in più di 50 Paesi. Esiste un ampio programma di sviluppo, attualmente in corso, per ipilimumab in molteplici forme tumorali.
Bristol Myers Squibb
Bristol Myers Squibb è un’azienda bio-farmaceutica globale, la cui mission è scoprire, sviluppare e rendere disponibili farmaci innovativi che aiutino i pazienti a combattere gravi malattie. Maggiori informazioni sono disponibili al sito BMS.com oppure su LinkedIn, Twitter, YouTube, Facebook e Instagram.
Celgene e Juno Therapeutics sono sussidiari di Bristol Myers Squibb, che ne detiene la titolarità. In alcuni Paesi fuori dagli Stati Uniti, secondo le legislazioni locali, Celgene e Juno Therapeutics sono considerate compagnie di Bristol Myers Squibb.
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