Anno II – Numero 76 – 16 dicembre 2021
Comitato scientifico editoriale: Saverio Cinieri, Francesco Perrone, Massimo Di Maio, Antonio Russo
Editore: Intermedia – Direttore Responsabile: Mauro Boldrini – Reg. Trib. di Brescia n.35/2001 del 2/7/2001

Lo studio pubblicato su JAMA Oncology

I PAZIENTI CON COVID-19 SOTTOPOSTI RECENTEMENTE A TRATTAMENTI ANTITUMORALI SONO A RISCHIO ELEVATO DI EVENTI AVVERSI

I pazienti non in trattamento recente contro il cancro hanno esiti simili a quelli non affetti da neoplasia. I risultati offrono implicazioni per la stratificazione del rischio e l’utilizzo delle risorse per i pazienti, i clinici e i sistemi sanitari

In uno studio di coorte, Mariana Chavez-MacGregor e colleghi hanno osservato che i pazienti oncologici con COVID-19 presentavano esiti più sfavorevoli rispetto a quelli non affetti dal cancro, se avevano ricevuto di recente trattamenti antitumorali. I pazienti oncologici senza recenti trattamenti anticancro presentavano risultati simili a quelli senza malattia oncologica.
Lo studio pubblicato in JAMA Oncology comprendeva i dati di Optum, che include i dati del fascicolo sanitario elettronico anonimizzato del COVID-19 relativi a 507.307 americani adulti con diagnosi di COVID-19 ricevuta tra l’1 gennaio e il 31 dicembre 2020. I tassi di mortalità, ventilazione meccanica, ricovero in terapia intensiva e in ospedale entro 30 giorni dalla diagnosi di COVID-19 sono stati analizzati nei pazienti senza patologia oncologica, in pazienti con cancro in trattamento radioterapico o terapia sistemica entro i 3 mesi precedenti alla diagnosi di COVID-19 (gruppo di trattamento recente) e in pazienti con tumori che non avevano ricevuto trattamento recente …
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Journal of Thoracic Oncology

EFFICACE IL VACCINO CONTRO IL COVID-19 NEI PAZIENTI CON TUMORE DEL POLMONE

In un nuovo studio pubblicato da Valerie Gounant e colleghi sul Journal of Thoracic Oncology, i ricercatori francesi hanno mostrato che i vaccini contro SARS-CoV-2 sono sicuri ed efficaci nei pazienti con tumori toracici, la maggior parte dei quali è immunizzata dopo due dosi. La terza dose, somministrata all’11% dei pazienti con titoli anticorpali bassi in modo persistente, ha favorito un tasso di immunizzazione dell’88%. Anche se i vaccini anti COVID-19 si sono rivelati sicuri ed efficaci nella popolazione generale, non si sa se i pazienti con tumore del polmone possano sviluppare una risposta anticorpale alla proteina spike, perché sono stati esclusi dalla maggior parte degli studi sul vaccino. Precedenti studi hanno dimostrato che i pazienti con tumore del polmone presentano un tasso di mortalità del 30% da COVID-19, significativamente più elevato rispetto alla popolazione generale…continua a leggere


JOURNAL OF CLINICAL ONCOLOGYEMAISS

IMMUNOGENICITÀ DEI VACCINI CONTRO SARS-CoV-2 NEI PAZIENTI ONCOLOGICI

In uno studio di coorte prospettico (CANVAX Cohort Study) pubblicato nel Journal of Clinical Oncology, Vivek Naranbhai e colleghi hanno stabilito l’immunogenicità dei vaccini anti-SARS–CoV-2 nei pazienti affetti dal cancro. Hanno osservato che l’immunogenicità varia a seconda dei vaccini e che le concentrazioni anticorpali e i titoli di neutralizzazione sono inferiori a quelli del gruppo di controllo di persone sane.
Dettagli dello studio. Lo studio comprendeva 762 pazienti eleggibili con tumori solidi o ematologici, arruolati al Massachusetts General Hospital Cancer Center tra il 29 aprile e il 20 luglio 2021, immunizzati con due dosi di vaccino mRNA-1273 (Moderna; 37,8%) o BNT162b2 (BioNTech/Pfizer; 50,3%) o con una singola dose di Ad26.COV2.S (Johnson & Johnson; 11,9%). Anticorpi anti-SARS-CoV-2 immunoglobuline (Ig)G/A/M contro la proteina spike, neutralizzazione e reattogenicità sono stati stabiliti a distanza di almeno 7 giorni dal completamento della vaccinazione. ...continua a leggere

 


 




“VARIANTE DELTA RESTA PREOCCUPAZIONE PRINCIPALE”

“La situazione epidemiologica in Europa resta estremamente preoccupante a causa della diffusione della variante Delta del Covid. Siamo nel bel mezzo della quarta ondata e la combinazione tra alti tassi di vaccinazione e le misure di prevenzione sono l’unica strada per uscirne”. Così il capo della strategia vaccinale dell’EMA, Marco Cavaleri, nel corso di un briefing con la stampa. Al momento, ha sottolineato l’EMA, la preoccupazione principale è rappresentata ancora dalla diffusione della variante Delta.Per questo è stato reiterato l’invito alle persone a vaccinarsi, completare il proprio ciclo vaccinale e, se possibile, ricorrere alla terza dose. Quanto alla variante Omicron, “in questa fase non disponiamo di dati sufficienti sull’impatto di Omicron sull’efficacia dei vaccini contro il Covid approvati, ma stiamo continuamente scrutando l’orizzonte per raccogliere prove. Le aziende che commercializzano i vaccini sono tenute a presentare i risultati dei test di laboratorio per determinare il livello di neutralizzazione per Omicron….continua a leggere







 


“CON TERZA DOSE LA PREVENZIONE DAL CONTAGIO RISALE AL 76,7%, AI LIVELLI DELLA 2ª DOSE”

Buone notizie dall’ultimo report epidemiologico dell’Iss: con la dose di richiamo (booster) effettuata dopo la conclusione del ciclo primario di vaccinazione, l’efficacia nella prevenzione dall’infezione risale ai livelli della copertura originaria raggiungendo una media del 76,7%continua a leggere


LA NUOVA VARIANTE

OMICRON: ANTICORPI DEI GUARITI NELLA PRIMA ONDATA 8 VOLTE PIÙ DEBOLI

Chi ha avuto il Covid-19 durante la prima ondata può essere infettato nuovamente dalla variante Omicron: la capacità degli anticorpi sviluppati dopo l’infezione di neutralizzare la nuova variante è infatti 8,4 volte più bassa rispetto a quella riscontrata contro il virus originariocontinua a leggere




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