Anno II – Numero 73 – 25 novembre 2021
Comitato scientifico editoriale: Saverio Cinieri, Francesco Perrone, Massimo Di Maio, Antonio Russo
Editore: Intermedia – Direttore Responsabile: Mauro Boldrini – Reg. Trib. di Brescia n.35/2001 del 2/7/2001

Pubblicato in Lancet Oncology

EFFETTI DEI LOCKDOWN PER COVID-19 SUGLI INTERVENTI CHIRURGICI ONCOLOGICI PROGRAMMATI

In uno studio prospettico internazionale di coorte, i membri del COVIDSurg Collaborative hanno individuato un’elevata percentuale di pazienti non sottoposti a chirurgia programmata per malattia oncologica nelle zone in lockdown moderato o totale legato a COVID-19

Lo studio, pubblicato in The Lancet Oncology, ha incluso 20.006 pazienti con 15 tipi di cancro per i quali erano stati programmati interventi chirurgici curativi durante la pandemia di COVID-19 in ospedali di 61 Paesi. I pazienti sono stati seguiti fino alla chirurgia o al termine del follow-up a fine agosto 2020. Per definire la risposta governativa al COVID-19, per ciascun paziente, in periodo di chirurgia programmata con restrizioni limitate, lockdown moderato o lockdown totale, sono stati utilizzati i punteggi medi nazionali dell’Oxford COVID-19 Stringency Index. L’outcome primario era il tasso di non intervento, definito come percentuale di pazienti che non erano stati sottoposti alla chirurgia programmata.
Dei 20.006 pazienti che avevano un intervento chirurgico programmato, 2.003 (10,0%) non erano stati operati dopo un follow-up mediano di 23 settimane (intervallo interquartile: 16–30 settimane), per motivazioni legate al COVID-19.
La chirurgia programmata non è stata eseguita su 26 dei 4.521 pazienti (0,6%) in regioni con restrizioni lievi, 201 dei 3.646 pazienti (5,5%) in regioni in lockdown moderato e 1.775 degli 11.827 pazienti (15,0%) nelle regioni
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Dal Congresso dell’American College of Surgeons

LO SCREENING VIRTUALE PER IL TUMORE DEL POLMONE È EFFICACE QUANTO QUELLO IN PRESENZA

Un approccio innovativo ha tutelato l’accesso allo screening per il tumore del polmone durante la pandemia di COVID-19, in particolare nella popolazione di pazienti in gran parte afro-americana di un solo ospedale, e potrebbe essere utilizzato in futuro per aumentare l’accesso agli screening

Gli screening con telemedicina hanno consentito di mantenere l’accesso al test per il tumore del polmone durante la pandemia di COVID-19 in un’ampia popolazione di pazienti afro-americani di un ospedale con rete sicura.
Nonostante sia stata offerta l’opportunità di partecipare allo screening per il tumore del polmone da remoto con la telemedicina, questi screening sono diminuiti del 75% durante la pandemia.
Lo screening per il tumore del polmone eseguito … continua a leggere


Lo studio su JAMA NetworkStudio ISSEMA su terza dose

TASSI DI DIAGNOSI E STADIO ALLA DIAGNOSI DEI TUMORI GASTROINTESTINALI PRIMA E DURANTE LA PANDEMIA DI COVID-19 IN GIAPPONE 

Nello studio Kuzuu K. e colleghi hanno osservato che la pandemia di COVID-19 in Giappone era associata a una riduzione della percentuale dei nuovi casi e delle diagnosi in stadio precoce di alcuni tumori gastrointestinali

Lo studio retrospettivo di coorte, pubblicato su JAMA Network Open, ha incluso i dati di pazienti da un registro oncologico ospedaliero con diagnosi di tumori gastrointestinali (esofageo, gastrico, colorettale, pancreas, fegato, vie biliari) di due ... continua a leggere


Annals of Internal Medicine

TEST ROUTINARI DI SARS-COV-2 NEL PERSONALE SANITARIO VACCINATO POSSONO RIDURRE LA NECESSITÀ DI QUARANTENE PROLUNGATE

Esistono dubbi sull’efficacia dei vaccini anti-COVID-19 a causa dell’evasione immunitaria delle varianti che destano preoccupazione (variants of concern, VOC) della sindrome respiratoria acuta grave da coronavirus 2 (SARS-CoV-2)

La variante Delta attualmente è la più comune VOC (variant of concern) nel mondo e i tamponi nasali suggeriscono che le persone che hanno completato il ciclo di vaccinazione presentano carichi virali infettivi proprio come le persone non vaccinate.
La maggioranza degli studi sulla prevalenza dell’infezione ‘breakthrough’ (VBT) tra gli … continua a leggere


 




CON VACCINI EVITATI 12.100 MORTI DI COVID IN ITALIA

Contagi da coronavirus e vaccino anti Covid, la campagna di vaccinazioni ha evitato in Italia 12.100 morti legate al virus, ma ha anche consentito la ripresa di circa la metà dei contatti sociali rispetto a quelli che si registravano prima della pandemia. È quanto emerge da uno studio in preprint, di prossima pubblicazione, a cui hanno partecipato ricercatori dell’Istituto superiore di sanità, del ministero della Salute e dell’Istituto Bruno Kessler, firmato anche da Silvio Brusaferro, Giovanni Rezza e Stefano Merler.
Gli studiosi stimano che … continua a leggere


Il commissario straordinario Figliuolo

‘MANDATO PER ACQUISTO DI 100MILA ANTIVIRALI’

Per la pillola anti-Covid in Italia, la struttura commissariale diretta da Francesco Paolo Figliuolo ha avuto mandato dal ministero della Salute di acquisire un quantitativo pari a 50.000 cicli trattamento di farmaci antivirali orali per Covid-19 per ciascuna tipologia di molnupiravir e paxlovid, per i quali si avvieranno le procedure per la stipula dei contratti e/o acquisto al fine di consentirne l’effettiva disponibilità non appena le aziende saranno in grado di fornirli.
Ieri Nicola Magrini, direttore generale dell’AIFA, ha affermato che la pillola anti-Covid “sarà disponibile nelle settimane successive a … continua a leggere


 


‘PRESTO O TARDI DA FARE A MAGGIORANZA DELLA POPOLAZIONE’

La terza dose di vaccino contro il Covid dovrebbe essere somministrata alla maggior parte della popolazione. “Stanno continuamente emergendo dati che corroborano il fatto che il richiamo, presto o tardi – sottolinea Marco Cavaleri, responsabile Vaccini e Prodotti terapeutici Covid-19 dell’Agenzia europea del farmaco EMA -, dovrebbe essere dato alla maggioranza della popolazione per ripristinare la protezione che abbiamo visto inizialmente dopo la vaccinazione primaria” contro il Covid. “I diversi   … continua a leggere


Influenza

CURVA 4 VOLTE SUPERIORE RISPETTO AGLI ULTIMI 15 ANNI

“La curva di esordio dell’influenza, come dimostrano i dati di Influnet, è quattro volte superiore rispetto agli ultimi 15 anni. La linea di partenza, alla 42esima settimana, pare altissima. E si tratta di una epidemia stagionale particolarmente diffusiva, come avevamo già previsto da settembre”. Lo spiega Silvestro Scotti, segretario nazionale della Federazione medici di medicina generale (FIMMG), sottolineando che negli studi dei medici di famiglia “stiamo vedendo molte epidemie familiari: parte il bambino poi seguono tutti gli altri. È una situazione preoccupante. E il nostro invito ai pazienti è a vaccinarsi”. Questo … continua a leggere

 




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