Anno II – Numero 60 – 29 luglio 2021
Comitato scientifico editoriale: Giordano Beretta, Saverio Cinieri, Massimo Di Maio, Antonio Russo
Editore: Intermedia – Direttore Responsabile: Mauro Boldrini – Reg. Trib. di Brescia n.35/2001 del 2/7/2001

Lo studio pubblicato sul Journal of Clinical Oncology

COVID: IL CONTROLLO DA REMOTO PUÒ RIDURRE IL RICOVERO IN OSPEDALE DEI PAZIENTI ONCOLOGICI

Uno studio dei ricercatori del Mayo Clinic Cancer Center ha evidenziato che i pazienti oncologici con diagnosi di COVID-19 che sono stati curati a casa con il monitoraggio da remoto avevano meno probabilità di ricorrere al ricovero in ospedale a causa della malattia, rispetto ai pazienti oncologici con COVID-19 che non hanno partecipato al programma. I risultati dello studio sono stati presentati al Meeting annuale dell’American Society of Clinical Oncology (Abstract 1503) che si è svolto lo scorso giugno e pubblicati sul Journal of Clinical Oncology. “Nel nostro studio abbiamo analizzato 224 pazienti oncologici della Mayo Clinic cui è stato diagnosticato COVID-19, tramite screening standard prima del trattamento oncologico o per sintomatologia oppure per esposizione ravvicinata”, ha affermato la dott.ssa Tufia Haddad, oncologo medico alla Mayo Clinic e autore senior dello studio. I ricercatori hanno seguito i pazienti dal 18 marzo al 31 luglio 2020. La dott.ssa Haddad ha dichiarato che allo scoppio della pandemia COVID-19, la Mayo Clinic ha sviluppato e realizzato velocemente un programma di monitoraggio dei pazienti da remoto, per aiutare i pazienti con infezione da COVID-19 e a rischio di malattia grave. Il programma prevedeva l’uso di tecnologia a domicilio per monitorare i livelli di ossigeno, i segnali vitali e i sintomi dell’infezione da COVID-19, e un gruppo centralizzato di infermieri e medici per l’assistenza virtuale e per la gestione dei pazienti. La dott.ssa Haddad ha riferito che il programma ha riguardato più di 8.000 pazienti delle zone rurali e urbane di 41 Stati fino a novembre 2020. I ricercatori hanno evidenziato che, tra i pazienti che non avevano necessità di ricovero urgente in ospedale al momento della diagnosi di COVID-19, quelli monitorati attraverso il programma avevano decisamente meno probabilità di essere ricoverati per la malattia rispetto a quelli che non rientravano nel programma…continua a leggere


JAMA ONCOLOGY

IL PLASMA DEI CONVALESCENTI MIGLIORA LA SOPRAVVIVENZA DEI PAZIENTI ONCOEMATOLOGICI AFFETTI DA COVID-19

La terapia con il plasma dei convalescenti è associata a una migliore sopravvivenza nei pazienti con tumori del sangue ricoverati per infezione da COVID-19, specialmente in quelli più gravi. I risultati del COVID-19 and Cancer Consortium (CCC19) sono stati pubblicati recentemente nella rivista peer-reviewed JAMA Oncology.
Il Mays Cancer Center, sede di UT Health San Antonio MD Anderson, fa parte del COVID-19 and Cancer Consortium. Il consorzio internazionale è costituito da 124 centri e istituti medici in Nord e Sud America che conducono ricerche per analizzare l’effetto del COVID-19 sui pazienti oncologici. Dimpy Shah è un’epidemiologa e assistente professore di Scienze della salute della popolazione presso The University of Texas Health Science Center at San Antonio, ed è membro del Mays Cancer Center. Fa parte del comitato direttivo del CCC19, presiede l’Epidemiology Core Committee del consorzio ed è autore co-senior dello studio. “I primi casi riportati hanno suggerito che i pazienti oncologici affetti da COVID-19 ottengono benefici dal plasma dei convalescenti, ma questa è la prima analisi che associa l’utilizzo del plasma dei convalescenti al miglioramento della sopravvivenza, attraverso questo grande set di dati real-world,” ha affermato la dott.ssa Shah…continua a leggere


LICENZE OBBLIGATORIERAPPORTO ISSOMS-ECDC

OK DA DEPUTATI, IN EMERGENZA BREVETTI CONGELATI SU FARMACI E VACCINI

Il governo potrà obbligare temporaneamente i possessori di un brevetto relativo a medicinali o vaccini, considerati essenziali per la salute, a concederne l’uso ad altri soggetti qualora si trovi ad affrontare un’emergenza sanitaria. È quanto prevede un emendamento al Dl Recovery approvato in Commissione alla Camera, che apre alle cosiddette “licenze obbligatorie” per un periodo di tempo che non può superare i 12 mesi dalla fine dell’emergenza e sempre nel rispetto degli “obblighi internazionali e europei”. L’emendamento, firmato…continua a leggere


MINISTERO SALUTE

PER CHI È GUARITO DOSE UNICA DI VACCINO PREFERIBILMENTE ENTRO 6 MESI E COMUNQUE NON OLTRE I 12

Nelle persone con pregressa infezione da Sars-CoV-2 (decorsa in maniera sintomatica o asintomatica) basterà una singola dose di vaccino. Questa dovrà essere somministrata preferibilmente entro i 6 mesi dalla stessa e comunque non oltre 12 mesi dalla guarigione. Per i soggetti con condizioni di immunodeficienza, primitiva o secondaria a trattamenti farmacologici, in caso di pregressa infezione da Sars-CoV-2, resta valida la…continua a leggere


COVID-19: DA FEBBRAIO QUASI 99 DECEDUTI SU 100 NON AVEVANO COMPLETATO IL CICLO VACCINALE

Quasi 99 deceduti per Covid su 100 dallo scorso febbraio non avevano terminato il ciclo vaccinale, e fra quelli che invece lo avevano completato si riscontra un’età media più alta e un numero medio di patologie pregresse maggiori rispetto alla media. Lo afferma un approfondimento contenuto nel Report periodico sui decessi dell’Istituto Superiore di Sanità. Fino al 21 luglio sono 423 i decessi…continua a leggere


FAQ

“INCIDENZA TRA VACCINATI 10 VOLTE PIÙ BASSA CHE IN NON VACCINATI”

Nuovo aggiornamento delle ‘Faq‘ sui casi Covid-19 registrati tra i vaccinati, elaborato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS). “Se le vaccinazioni anti-Covid nella popolazione raggiungono alti livelli di copertura, si verifica l’effetto paradosso per cui il numero assoluto di infezioni, ospedalizzazioni e decessi può essere simile tra i vaccinati rispetto ai non vaccinati – si legge -. In questi casi, però, l’incidenza (intesa come il rapporto tra il numero dei casi e la popolazione) è circa 10 volte più bassa nei vaccinati rispetto ai non vaccinati. Questi numeri, se letti correttamente, quindi, ribadiscono quanto la vaccinazione sia efficace”…continua a leggere

 


VARIANTE DELTA DOMINANTE IN 19 PAESI EUROPEI

La variante Delta di Sars-CoV-2 “si sta diffondendo rapidamente in tutta Europa ed è ora diventata il ceppo dominante in gran parte della regione”, secondo nuovi dati di sorveglianza riferiti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) Europa e dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie Ecdc, in una nota congiunta. “Tra il 28 giugno e l’11 luglio – segnalano gli esperti – la variante Delta era dominante in 19 Paesi, la maggior parte dei 28 che hanno riportato informazioni di sequenziamento genetico sufficientemente complete”. Per questi 19 Paesi, “la proporzione mediana di tutti gli isolati virali sequenziati a livello nazionale…continua a leggere


LO STUDIO

DAGLI ANTIDEPRESSIVI INATTESO EFFETTO CONTRO LA REAZIONE INFIAMMATORIA DA COVID-19

Gli antidepressivi con effetti su molecole presenti nel cervello, come serotonina e noradrenalina, hanno la capacità di ridurre i livelli nel sangue di interleukina 6, la sostanza responsabile delle gravi reazioni infiammatorie e dei conseguenti danni al tessuto polmonare nei pazienti affetti da Covid-19. Lo evidenzia uno studio pubblicato sulla rivista scientifica “Panminerva medica”, che riporta i dati di una ricerca realizzata nell’Azienda ospedaliero – universitaria Careggi di Firenze. “L’interleukina…continua a leggere

 




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