Anno II – Numero 59 – 22 luglio 2021
Comitato scientifico editoriale: Giordano Beretta, Saverio Cinieri, Massimo Di Maio, Antonio Russo
Editore: Intermedia – Direttore Responsabile: Mauro Boldrini – Reg. Trib. di Brescia n.35/2001 del 2/7/2001

Lo studio pubblicato su Cancer Cell

IL 94% DEI PAZIENTI ONCOLOGICI RISPONDE AI VACCINI CONTRO IL COVID-19

Ma piccoli sottogruppi di pazienti ad alto rischio producono pochi anticorpi o non ne producono affatto

In uno studio realizzato da Stati Uniti e Svizzera, è emerso che quasi tutti i pazienti con il cancro sviluppano una buona risposta immunitaria ai vaccini a mRNA anti-COVID-19 da tre a quattro settimane dopo la seconda dose, ma il fatto che piccoli gruppi di pazienti non producano risposte solleva dubbi su come risolvere il problema della loro protezione contro il virus.
Tra i 131 pazienti esaminati, il 94% ha sviluppato gli anticorpi contro il coronavirus. Sette pazienti a rischio elevato non li hanno sviluppati. “Non abbiamo rilevato anticorpi contro il virus in quei pazienti,” ha affermato la dott.ssa Dimpy P. Shah, del Mays Cancer Center, sede del UT Health San Antonio MD Anderson. “Questo ha implicazioni per il futuro. Dobbiamo somministrare una terza dose di vaccino al termine della terapia oncologica in alcuni pazienti a rischio elevato?”.
La dott.ssa Shah è autore dello studio, pubblicato sulla rivista di grande impatto scientifico Cancer Cell. I co-autori fanno parte del Mays Cancer Center e dell’Università di Ginevra.
“Con altri vaccini e infezioni i pazienti oncologici hanno dimostrato di non sviluppare una risposta immunitaria forte come quella della popolazione generale,” continua il co-autore senior dello studio Ruben Mesa, direttore esecutivo del Mays Cancer Center. “Ha pertanto senso ipotizzare che alcuni gruppi di pazienti a rischio elevato non sviluppino alcuna risposta immunitaria al vaccino anti-COVID-19.”
“I pazienti con tumori ematologici, come mieloma e linfoma di Hodgkin, hanno mostrato di avere meno probabilità di rispondere alla vaccinazione, rispetto a quelli con tumori solidi,” ha dichiarato il dott. Pankil K. Shah, del Mays Cancer Center, co-autore principale dello studio insieme a Alfredo Addeo, oncologo senior del Geneva University Hospital.
Tra i gruppi a rischio elevato, i pazienti trattati con rituximab entro sei mesi dalla vaccinazione non hanno sviluppato anticorpi. Rituximab è un anticorpo monoclonale utilizzato nel trattamento dei tumori ematologici e delle malattie autoimmuni…continua a leggere


THE LANCET ONCOLOGY

LA PANDEMIA HA AUMENTATO IL CONSUMO ALCOL, ASSOCIATO A OLTRE 740.000 CASI DI CANCRO L’ANNO NEL MONDO

Ci sarebbe il consumo di alcol dietro oltre 740mila casi di cancro diagnosticati nel 2020 nel mondo. Una stima contenuta in uno studio globale, i cui risultati sono pubblicati su ‘The Lancet Oncology, fotografa l’impatto sui tumori e suggerisce che il 4% di tutti i casi di nuova diagnosi del 2020 potrebbe essere associato al consumo di alcol, con gli uomini che rappresentano più di tre quarti di questi casi (77%, 568.700 casi). Per l’Italia si stima che circa 10.100 casi registrati nel 2020 siano correlati all’alcol, in percentuale il 2,6% del totale, secondo i dati riportati. Gli autori del lavoro – scienziati di diverse istituzioni, dall’International Agency for Research on Cancer (Iarc, Francia) all’American Cancer Society (Usa) e molte altre – hanno calcolato che il consumo rischioso ed eccessivo contribuisca al maggior numero di casi, ma stimano anche che il consumo moderato – l’equivalente di circa due drink giornalieri – porti a più di 103.000 casi nel 2020, quasi uno su 7 di tutti i casi associati all’alcol. La proporzione di nuovi casi di cancro associati all’alcol varia ampiamente tra le regioni del mondo, con la più bassa riscontrata nell’Africa settentrionale e nell’Asia occidentale e la più alta nell’Asia orientale…continua a leggere


EAU CONGRESSICMRAOMS

TUMORI UROLOGICI: I PAZIENTI AFFETTI DA COVID-19 E SOTTOPOSTI A CHIRURGIA ELETTIVA PRESENTANO MAGGIOR RISCHIO DI MORTALITÀ

I pazienti con tumori urologici, affetti da COVID-19 e sottoposti a chirurgia elettiva, hanno mostrato probabilità significativamente maggiori di complicazioni respiratorie e di mortalità rispetto a quelli non colpiti dal virus, secondo i risultati dello studio prospettico COVIDSurg-Cancer (NCT04384926).1 I risultati presentati nel corso del 36th Annual European Association of Urology (EAU) Congress hanno dimostrato che i pazienti positivi a SARS-CoV-2 erano a maggior rischio di complicazioni respiratorie postoperatorie, come sindrome da stress respiratorio dell’adulto, (n = 3; 21,4%; P <.01), polmonite (n = 4; 28,6%; P <.01), ossigenoterapia (n = 10; 71,4%; P <.01) ed embolia polmonare (n = 1; 7,1%; P <.01) entro 30 giorni dall’intervento. Inoltre, 2 dei 412 pazienti (0,5%) non colpiti dal virus sono morti nei 30 giorni successivi all’operazione vs 3 dei 14 pazienti (21,4%) affetti da COVID-19 (P <.01). I tassi di complicazioni postoperatorie Clavien-Dindo di Grado III+ erano 1,7% (n = 2/119), 7,6% (n = 4/53), e 3,3% (n = 2/61) per nefrectomia, cistectomia e prostatectomia, rispettivamente…continua a leggere


MISSIONE VACCINI CONTRO VARIANTI, VERTICE EMA-ENTI REGOLATORI MONDO

Mentre la variante Delta di Sars-CoV-2 continua la sua corsa per diventare dominante, l’Agenzia europea del farmaco (EMA) e gli altri enti regolatori guardano alla prossima sfida: lo sviluppo e l’autorizzazione dei vaccini Covid-19 di seconda generazione. Vaccini nuovi o modificati proprio per affrontare le varianti emergenti del coronavirus pandemico. Obiettivo delle agenzie: allinearsi e trovare una convergenza normativa che permetta di accelerare e semplificare il percorso verso l’autorizzazione di questi prodotti scudo…continua a leggere


LO STUDIO

DAL VACCINO ANTI INFLUENZA PROTEZIONE CONTRO EFFETTI GRAVI DEL COVID

Il vaccino antinfluenzale potrebbe proteggere dagli effetti più gravi di Covid-19, riducendo il rischio di ictus, sepsi e trombosi venosa profonda, oltre a quello di ricovero in pronto soccorso e in terapia intensiva. Lo afferma uno studio presentato allo European Congress of Clinical Microbiology and Infectious Diseases. Nello studio i ricercatori dell’Università di Miami hanno analizzato il database chiamato TriNetX, che contiene le cartelle cliniche di più di 70 milioni di pazienti in…continua a leggere

 


“PANDEMIA ANCORA IN ATTO, PROBABILE EMERGANO VARIANTI PIÙ PERICOLOSE”

“È molto probabile che emergano e si diffondano a livello globale nuove e forse ancora più pericolose varianti del nuovo coronavirus che potrebbero essere ancora più difficili da controllare”. Lo ha dichiarato in conferenza stampa il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità (OMS), Tedros Adhanom Ghebreyesus, anticipando le conclusioni della Commissione d’Emergenza dell’OMS, che ha espresso preoccupazione perché “la pandemia di Covid sta venendo rappresentata erroneamente come prossima alla fine quando non…continua a leggere


EMA

“COMPLETARE IN FRETTA L’INTERO CICLO VACCINALE PER CONTRASTARE LA VARIANTE DELTA”

La vaccinazione rimane una delle migliori misure di protezione contro il Covid-19. L’EMA e l’ECDC in una nota esortano quindi i cittadini dell’UE a vaccinarsi e completare per tempo l’intero ciclo vaccinale alla luce della diffusione della variante Delta di Sars-CoV-2. La variante Delta “desta preoccupazione in quanto si sta diffondendo rapidamente in Europa e potrebbe seriamente ostacolare gli sforzi per controllare….continua a leggere

 




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